Applausi ma non troppi per Novellino

Il ritorno a Marassi di Walter Novellino sarà comunque una festa di applausi. Il tecnico che per cinque stagioni ha guidato i colori blucerchiati torna nello stadio che lo ha visto protagonista di un’avvincente promozione in serie A e addirittura una qualificazione Champion's sfiorata il secondo anno nella massima categoria. Molti i meriti del tecnico irpino, scommesse importanti vinte come Palombo, Quagliarella, la collocazione tattica di Diana, il rapporto stretto con Flachi ed un pubblico quasi totalmente dalla sua parte anche nei momenti difficili. Purtroppo i rapporti con i giocatori e la rigidità del suo modulo sono costati alla squadra di Garrone privazioni tecnico/economiche. L'elenco dei calciatori «bruciati» dovrebbe far pensare parecchio: Marco Borriello è l'emblema, quattro mesi in blucerchiato e poche apparizioni per quello che veniva definito da Novellino seconda punta troppo leziosa e dirottato più volte sulla fascia. E come possiamo scordarci di Cristiano Doni? Giocatore dalle doti eccelse relegato sulla linea laterale di sinistra fino a spegnersi nella tristezza di quel 4-4-2 di ferro. La lista potrebbe proseguire con Domizzi (dirottato ad Ascoli e regalato per un milione di euro al Napoli), Donadel, Donati e altri ancora per rapporti burrascosi con lo stesso allenatore.
A Torino la storia non cambia, ecco finalmente il pupillo Recoba oramai logoro e rapporti difficili con i piedi buoni, Rosina e Di Michele che non riescono ad esprimersi liberamente in quello che è lo schema, ma allo stesso tempo il limite più grande del tecnico. Onore a Novellino, ma con moderazione.