Apple, pieno di utili. Ma Android è una minaccia

Apple fa il pieno di utili, ma alla Borsa di New York non basta. Dato che la società di Steve Jobs invece di 4,8 milioni di iPad previsti, ne ha venduti in 5 mesi, «solo» 4,19 milioni (e oltretutto non per mancanza di domanda, ma di offerta, nel senso che mancavano i pezzi per costruire gli iPad) a Wall Street il titolo ha perso in apertura fino al 6%, per poiassestarsi intorno a -2%. Una «frenatina» per una azione che in un anno è passata da 150 a più di 300 dollari. E che in Borsa è terza per capitalizzazione (287 miliardi di dollari), più dei rivali di Microsoft. Un successo costruito con la vendita di oggetti di culto. Dall’iPod, all’iPhone e infine l’iPad, il tablet pc già copiato fino nei minimi particolari da tutti i concorrenti. Ovvio che tanto successo faccia un po’ ribollire il sangue a chi non ce l’ha. Così, come accadde alla Microsoft di Bill Gates qualche anno fa, quando era la società più invidiata tra le cosiddette tech-stock, oggi su Apple uscirà un libro («La mela marcia») che racconta di presunte derive anti libertarie all’interno della società. E forse farà discutere il caso della non conferma di due contratti a termine in Italia: due commessi dell’Apple Store di Grugliasco (Torino), uno dei quali ritiene di essere stato allontanato per «voler pensare con la sua testa». Peraltro il successo della casa-madre ha fatto un «pochino» di bene anche al nostro Paese. Apple ha aperto una bellissima sede in piazza San Babila, a Milano, e ben quattro Apple Store in Italia assumendo 300 persone. Certo una goccia a fronte degli oltre 14 milioni di iPhone venduti nel trimestre, quasi il doppio rispetto allo stesso periodo del 2009, molti dei quali di quarta generazione nonostante il problema riscontrato all’antenna, brillantemente superato dalla società. E proprio le strepitose vendite del melafonino hanno portato gli utili di Apple in crescita del 70%, nel terzo trimestre, assestandosi a 4,31 miliardi di dollari, in sensibile crescita rispetto ai 2,53 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso.
In deciso aumento anche il fatturato, che ha superato di oltre un miliardo le aspettative più ottimistiche di Wall Street: 20,34 miliardi più 67%, mentre gli analisti puntavano ad un massimo di 18,9 miliardi. Sono andate bene anche le vendite dei computer Mac cresciute in modo deciso (3,9 milioni di macchine vendute, +27%) in un mercato considerato depresso. Calano invece quelle dell’iPod (cannibalizzatò dall’iPhone), a 9,1 milioni di unità vendute, -11% circa.
«Siamo incredibilmente soddisfatti», ha commentato Steve Jobs, fondatore e amministratore delegato di Apple, il quale ha partecipato alla conference call con gli analisti dopo due anni di assenza a causa della sua malattia (trapianto del fegato) che non l’ha però certo reso più clemente con i concorrenti. Jobs, per la sua Apple, rivendica un primato contro i canadesi di Rim, ossia Blackberry, che negli Usa sono i suoi principali antagonisti nella telefonia mobile. «Le vendite di iPhone a 14,1 milioni sono aumentate del 91% - ha aggiunto Jobs - superando ampiamente i 12,1 milioni di Blackberry venduti nell’ultimo trimestre». La nube nera all’orizzonte, però, c’è, e si chiama Android, il sistema operativo di Google per i cellulari adottato da Samsung e Motorola che sta guadagnando quote di mercato rispetto all’iTunes di Apple.