Apple scivola su iPhone e iWatch

Venduti 2 milioni di smartphone in meno delle attese. E sugli «orologi» il gruppo non comunica i dati

Apple è la società dei record. È la prima al mondo per capitalizzazione in Borsa, macina ricavi e utili che farebbero la gioia di molti competitor. Ma alla Borsa non basta. Così ieri, dopo aver rilasciato i risultati del terzo trimestre con boom di vendite per il suo prodotto di punta l'iPhone grazie alla forte domanda cinese il titolo è sceso di oltre il 5% erodendo circa 60 miliardi di valore di capitalizzazione. Non molto per Apple che capitalizza 800 miliardi, ma ricordiamo che con 60 miliardi, anche se di dollari, la Grecia risolverebbe gran parte dei suoi problemi.

Quanto ai numeri, Apple ha chiuso il trimestre con un aumento dei ricavi a 49,6 miliardi di dollari, dai 37,4 miliardi dello stesso periodo dell'anno scorso. L'utile netto si è attestato a 10,7 miliardi, in aumento rispetto ai 7,7 miliardi del 2014. Le previsioni però non sono al top. La società prevede ricavi per 49-51 miliardi, sotto le attese degli analisti che scommettevano su 51,1 miliardi. Ma il vero problema sono le vendite di iPhone. In tre mesi Apple ne ha venduti 47,5 milioni, il 35% in più rispetto allo scorso anno, ma meno delle attese degli analisti, che scommettevano su 49,4 milioni di pezzi venduti: avanzano 2 milioni di pezzi. E qui il mercato si interroga su quanto ancora potrà reggere il successo dell'iPhone di cui a settembre è attesa una nuova versione, il 6S, per il quale però non sono previsti cambiamenti epocali. L'ad Tim Cook è ottimista: «Solo il 27% degli utenti iPhone ha cambiato l'apparecchio quando, l'anno scorso è uscito l'iPhone 6, quindi c'è ancora spazio di crescita». Dalla parte di Apple ci sono però i numeri importanti che derivano dal suo ecosistema basato sul web. Ossia le vendite, sempre più forti, dell'Apple store e il sistema di pagamento ApplePay ancora in fase embrionale ma destinato a crescere. Certo è che i nuovi servizi e prodotti non sempre raggiungono il successo sperato.

Come l'Apple Watch, di cui la società si dichiara soddisfatta, ma senza fornire i reali dati di vendita. L'universo degli analisti è diviso su due fronti opposti: da un lato chi ritiene che l'orologino della mela stia mantenendo le promesse; dall'altro chi parla già di flop. A cercare di portare un po' di chiarezza ci pensano le ultime rilevazioni di Slice Intelligence: sarebbero 3 milioni i «device» piazzati negli Usa a un prezzo medio di 505 dollari. L'esemplare più gettonato dell'orologio Apple è il modello Sport con 1,9 milioni venduti.

Mentre la costosa versione in oro ha conquistato 1.875 clienti. Le stime di Apple erano però più generose. La società contava di vendere 4 milioni di pezzi nel primo trimestre di lancio e di arrivare ad almeno 13 milioni entro dicembre. Stime che difficilmente potranno essere rispettate nonostante il lancio sui mercati internazionali supportati da copiosi spot pubblicitari televisivi.

Apple comunque non molla e ha già un nuovo progetto. Dopo iWatch prende forma l'iCar. Per l'auto dell mela è stato assunto anche un manager dedicato Doug Betts, che guidava la divisione qualità di Fca (Fiat Chrysler Automobiles).