Apposti i sigilli alle nuove cabine dei vigili urbani: manca il collaudo

Poveri vigili urbani. Costretti ogni giorno a intere ore in strada sotto le intemperie del tempo; vittime quotidiane di ogni sorta di sfogo da parte degli automobilisti multati; adesso anche «vittime» delle stesse cabine adottate per la loro sicurezza.
Si tratta di quelle strutture dotate di aria condizionata e di filtri anti-smog che dovrebbero proteggere gli agenti dall’eccessiva esposizione alle polveri sottili e al monossido di carbonio. La porta di una di queste, qualche giorno fà, è addirittura crollata addosso a un malcapitato agente a largo Corrado Ricci, provocandone il ferimento. Da qui la richiesta, da parte del comandante del Corpo Giovanni Catanzaro, di una verifica sulla funzionalità e sulla sicurezza degli altri presìdi. Viste, quindi, le tante segnalazioni degli agenti sui malfunzionamenti di queste strutture, installate negli incroci ad alto tasso inquinamento, il comando del Corpo ha deciso di bloccare il loro utilizzo per un collaudo tecnico.
Sul collaudo e il funzionamento di queste cabine dura è la presa di posizione dell’Ospol (Organizzazione sindacale delle polizie locali): «Purtroppo, oltre a cadere a pezzi la struttura - spiega il presidente Luigi Marucci -, anche gli stessi impianti refrigeranti e i filtri d’aria non funzionano e non vengono sostituiti come prevedono le norme sulla sicurezza».
Sotto accusa, quindi, sono le cinquanta cabine nuove, collocate lo scorso anno e costate al Comune un milione di euro: queste, infatti, sono le strutture bloccate per i controlli. Secondo l’Ospol questa situazione rappresenterebbe «una delle tante nefandezze che alla fine colpiscono le tasche dei contribuenti». Il rischio principale, poi, è che tale situazione «aggrava le condizioni di lavoro e di salute dei vigili urbani, che dovranno continuare a svolgere il loro servizio sotto le intemperie e a respirare, come centraline umane, le polveri sottili».
Quello della salute dei lavoratori è un tema molto delicato per il sindacato autonomo, il quale da tempo denuncia i rischi per gli agenti in strada. L’esposizione senza adeguata protezione, infatti, «colpisce con gravi malattie, anche invalidanti, tantissimi vigili ai quali, in molti casi, sono state diagnosticate malattie respiratorie provocate dalla continua esposizione agli agenti inquinanti». Il blocco delle cabine, secondo il sindacato, rappresenterebbe l’ennesima beffa per gli agenti. Per questo l’organizzazione, tra le altre cose, ha inoltrato al ministero del Lavoro e della Salute «una voluminosa documentazione per l’inserimento dei vigili urbani tra le categorie usuranti».