Appuntamento Mozartfest: tutto esaurito a Chiaravalle

Piera Anna Franini

Ad accoglierlo è una culla speciale, estranea al canonico circuito dei concerti milanesi: l’Abbazia di Chiaravalle. L’unità di sede fa tutt’uno con quella di stile interpretativo assicurato dal direttore Umberto Benedetti Michelangeli alla testa dell’Orchestra da Camera di Mantova e il Coro Ricercare Ensemble. È Mozartfest, una collana di tredici appuntamenti, diluiti in tre anni (ottobre 2004-giugno 2007), in omaggio al Mozart sacro, dunque autore di messe, oratori, mottetti, graduali, offertori, antifone, litanie, vespri. Un repertorio che perlopiù risale agli anni salisburghesi e riflette le esigenze di committenza di un periodo speso presso la corte dell’Arcivescovo Colloredo.
Il motore di tanto Mozart è l’associazione «Radici nel futuro» che ha operato nell’ambito delle Vie di Mozart, la serie di iniziative europee per i festeggiamenti dei 250 anni dalla nascita del compositore. Radici nel futuro ha fatto centro: non una poltrona libera, martedì, a Chiaravalle dove s’è voluto mettere a frutto ogni spazio e per supplire all’eventuale mancanza di visibilità s’è ricorso a maxischermi. La serata ha preso il via con i colori tersi e la calma fluviale, a tratti un idillio, della Missa brevis in do maggiore K 259. E a contrasto il tono cupo, le inquietudini e scoppi drammatici della Messa funebre massonica K 477. Finale con la Missa solemnis K 337.
Nella rosa dei solisti, il soprano Gemma Bertagnolli, cantante mozartiana per intelligenza interpretativa e una voce che in realtà, ora, ha perso la morbidezza e lo smalto d’un tempo.
In complesso, l’interpretazione delle tre partiture è stata macchiata, qui e là, da problemi legati all’acustica, vedi gli impasti di suono non sempre desiderati.