Appuntamento con Mr Forest

Viviana Persiani

Questa sera, all’Idroscalo, spazio alla comicità di Mister Forest, al secolo Michele Foresta. Negli spettacoli da lui scritti ed interpretati, Mr Forest unisce una vena comica di stampo cabarettistico all’abilità tipica dei prestigiatori, interpretando il personaggio di un candido e stralunato mago che porta avanti il suo show cercando di dare un senso arcano alle banalità del quotidiano. «Ma quante ne so?» contiene l’espressione più alta della magia di Forest perché se i maghi stupiscono il mondo Forest stupisce i maghi.
Stasera, al Teatro Libero, debutta Come un frigo (ovvero vuoto), di e con Walter Leonardi e Flavio Pirini, regia di Paolo Trotti. Vita e gesta del sig. Gualtiero Piraldi, archetipo di una generazione a cui manca sempre qualcosa. L’infanzia, i primi amori, le religioni, la coppia segnano la vita del signor Piraldi adolescente negli anni ottanta e quasi-uomo negli anni novanta. Trentacinque anni passati a cercar di colmare il vuoto tipico della sua generazione. Una generazione di mezzo: tra le molotov e il «no global», tra la coppia aperta e la coppie di fatto, tra le varie fedi orientali e la «new age». Con racconti, monologhi, dialoghi, canzoni e una dose massiccia di «ipercinismo ironico» Pirini e Leonardi si confessano-raccontano mantenendo un filo teso con la tradizione del cabaret della loro città: il classico cabaret milanese di personaggi come Gaber, Jannacci, Cochi e Renato, e Paolo Rossi tradizione ultimamente troppo spesso dimenticata dalla inflazionata comicità televisiva.
Il 27 luglio, al Teatro di Verdura, è in cartellone Cirano di Bergerac. Con momenti di intensa fisicità, viene raccontata la magnifica storia di Cirano, uomo eroico e virtuoso insuperabile della spada e della parola, la cui diversità e il rifiuto di farsi imprigionare dalle convenzioni sociali, dall'asservimento politico e culturale, dal conformismo ideologico e dal potere viene pagata con la morte. Su una scena resa dinamica da un unico piano inclinato, si svolgono le vicende dell’amore di Cirano per Rossana innamorata di Cristiano, bello ma privo di spirito e dialettica. Svestito delle piume del romanticismo e delle facili rime, tradotto in prosa, Cirano ci affascina per la fedeltà irremovibile ai suoi sogni, il suo amore per la libertà e l’anticonformismo che sempre lo contraddistingue, rendendolo finalmente figura umana concreta.
Teste perse, un corpo alla follia diretto da Claudio Misculin, conclude, giovedì, all’ex ospedale Paolo Pini, la rassegna «Da vicino nessuno è normale». Protagonista della rappresentazione è il personaggio di Livio Struja, capocomico di una compagnia, senz’alcun dubbio matto, dichiarato invalido al 100 per cento secondo i parametri della scienza psichiatrica: «incapace di intendere e di volere». La Sanità di Stato se lo cura. Lui, uomo di polso e di esperienza, istruisce e riordina, porta pazienza e spiega, mostra e dimostra; ed il mostro? Dove ce lo siamo perso l’incapace? Come è stato speso questo patrimonio del 100 per cento d’incapacità, visto che Livio Struja è senz’alcun dubbio il migliore capocomico che abbia guidato l’Accademia negli ultimi 10 anni? In questa pièce dirige una sporca dozzina di matt-attori come lui.