Apre la Casa per l’assistenza ai neonati

Per arrivare all'Abbraccio di Don Orione, la Casa di Quezzi per l'accoglienza del neonato che apre i battenti oggi, si scende alla sinistra del Villaggio dedicato al Santo a Camaldoli, per circa un chilometro. L'ingresso è un piccolo camminamento in mattoni lungo un prato verde e affacciato su un orto rigoglioso. La Casa è delle Piccole Suore Missionarie della Carità di Don Orione e la direttrice, Suor Armida, che è anche infermiera, in attesa dei primi arrivi sta già facendo esperienza nel reparto di neonatologia a San Martino. Negli occhi suoi e delle consorelle si legge la felicità di poter dare un'alternativa all'ospedalizzazione dei neonati, quelli in attesa di una siero-conversione (Aids) o del ristabilirsi della salute psicologica della madre, quelli in crisi di astinenza perché partoriti da mamme drogate o alcoliste.
Don Orione, però, diceva: «A chi ha bisogno non viene chiesto se abbia una fede o se abbia un nome, ma se abbia un dolore». Quest'Opera caritativa è stata resa possibile da persone che hanno reso fatti le parole del Santo. Cinque i soci fondatori dell'associazione L'Abbraccio (di sostegno alla Casa e che oggi conta ben 300 soci), sono Ezio Fulcheri (presidente), Sandro Trasino e Giorgio Bentivoglio, la superiora provinciale suor Caterina Adelfio e Marina Gualco.
È il primo esperimento di questo tipo in Italia e per ora la Casa è collegata con tutti i centri di natalità di Genova, ma l'accoglienza potrebbe allargarsi ad altre Regioni. C’è disponibilità fino ad otto neonati, dalla nascita ai sei mesi, dopo di che rientreranno nel proprio nucleo familiare o saranno dati in adozioni. È una risposta forte e propositiva all'abbandono ed alle scelte di soppressione sia prenatali che postnatali.
La Casa, a due piani, ha un ingresso che introduce alla sala d'attesa, di fianco l'ambulatorio, lindo, luminoso, ben attrezzato. Al piano di sotto, un salone per la ricreazione.
Tutto è nuovo, realizzato secondo le norme di sicurezza, tutto è pulito e già caldo di colori. Il proposito è far sentire il neonato come se fosse a casa, per questo è importante l'adesione di volontari. Alla loro selezione e formazione si dedica Lucia Spada, coordinatrice di altre nove psicologhe. Oltre all'Ordine degli Psicologi, all'iniziativa di carità ha risposto il gruppo dei farmacisti che forniranno costantemente materiale sanitario e latte. Sostegni materiali sono venuti dalle aziende IkeA e dalla Medical System che ha fornito le culle.
L'onda di carità ha coinvolto anche la sezione Filantropia del Lyceum, diretta da Edda Magnaterra, che ha devoluto la Giornata benefica alla Casa Orionina, il Rotary Club Genova Est, l'associazione delle ex Allieve delle Figlie di Maria Ausiliatrice e tanto altri volontari.
L'inaugurazione della Casa, prevista per oggi, è stata preceduta dai tre giorni del Convegno Internazionale di Studi Orionini, dedicato a «Il servizio della vita debole, come educazione alla civiltà dell'amore».