Apre i battenti il supermarket sociale

Un supermercato per famiglie indigenti, dove fare la spesa gratuitamente. Ha aperto il 26 maggio in via Casilina vecchia l’Emporio della Carità, primo supermarket sociale d’Italia. Una realtà sperimentale, che vede coinvolti Caritas, Comune di Roma, Comunità di Sant’Egidio, Compagnia di San Paolo, Circolo San Pietro, Arciconfraternita di San Trifone, Banco Alimentare e Associazione Banco Alimentare. «È una nuova forma di assistenza - spiega don Paolo Gessaga, responsabile del Progetto - che nasce per fare fronte alle povertà emergenti. Aumenta il numero di famiglie che a Roma non arriva economicamente alla quarta settimana. Non ci si può limitare a smistarle ai servizi sociali, bisogna offrire un sostegno psicologico». E la garanzia di privacy e dignità. Ecco perché l’Emporio, circa 500 metri quadrati, è simile a un comune supermarket, con casse, scaffali e carrelli. I prodotti sono per lo più alimentari secchi e surgelati, ma nei prossimi mesi saranno introdotti quelli freschi. Non mancano articoli per casa, igiene e infanzia. Accesso alla struttura e possibilità di fare acquisti sono consentiti solo a famiglie bisognose selezionate, alle quali la Caritas ha distribuito una card su cui sono registrati codice di riconoscimento e credito in punti - duecento ogni mese - del titolare, che può presentarla alle casse come carta di credito da cui vengono scalati i punti corrispondenti al costo dei prodotti scelti. «All’inizio il servizio sarà offerto solo a 200 famiglie selezionate - prosegue don Gessaga -. Sarà un rodaggio necessario a valutare la reazione gestionale e umana della struttura. Dall’autunno aumenteremo il numero di famiglie fino a mille, e renderemo più ricca la gamma di merci, grazie ad accordi con sponsor e aziende. Apriremo poi altri punti di questo tipo su tutto il territorio». L’Emporio è ospitato nel Complesso di Santa Giacinta, destinato a diventare la «cittadella» romana degli emarginati. Un’iniziativa nobile. In tutti i sensi. Il progetto, infatti, risale al 1992, quando il principe Sforza Ruspoli presentò in Campidoglio la proposta di trasformare la struttura, allora fatiscente, in un istituto per bisognosi, affidato alla Caritas - che dal '90 già vi gestiva una casa d'accoglienza - e intitolato alla santa famiglia. I lavori, iniziati nel 1997, si sono parzialmente conclusi nel 2001 con l’inaugurazione di un Centro per anziani senza fissa dimora. A quella prima Casa si aggiunge ora la struttura dell’Emporio e, in futuro, arriveranno altri servizi, dalla creazione di un centro per mamme e bimbi che vivono in strada a un punto odontoiatrico per persone disagiate.