Apre il parco pubblico del Villaggio Barona

E intanto via al cantiere per gli edifici dei servizi sociali. Il sindaco: «Esempio da ripetere in altre zone»

«Un esempio da cui imparare e da duplicare in altre parti della città»: questo l’ammirato commento di Letizia Moratti all’inaugurazione del quarto lotto del progetto del Villaggio Barona, intervento di riqualificazione di un’ex area industriale nella periferia sud. Ieri il sindaco ha tagliato un doppio nastro, inaugurando il parco pubblico di 22mila metri quadrati che ospiteranno parco giochi per bimbi, un campo per attività sportive, un parcheggio e una tensostruttura per manifestazioni ed eventi, e l’apertura del cantiere per la costruzione di servizi sociali, perno dell’intero villaggio. La fabbrica di due piani, per una superficie di 3600mq, ospiterà un centro per anziani autosufficienti, un micro nido per bambini provenienti da famiglie in difficoltà, un centro psico-sociale dell’ospedale San Paolo, un laboratorio ergoterapico per l’assistenza a persone con disagi psichici e un centro di aggregazione per disabili fisici. «I deboli devono diventare il centro di questa città, come è successo qui - è l’esortazione del primo cittadino - Il villaggio Barona è uno straordinario esempio di riqualificazione urbana che mette al centro i servizi sociali. Un modello che mi impegnerò a diffondere anche in altre parti della città, con la stessa anima, la stessa concretezza, la stessa trasparenza e partecipazione con cui è stato fatto qui, nella Barona, centro della nostra città». E di partecipazione di buon cuore il villaggio abbonda se si pensa che sono 1500 i volontari giornalmente impegnati in questa «impresa», che vuole essere un luogo di incontro tra i bisogni espressi dalla società locale e i bisogni di chi vive nel disagio. Nel villaggio, nato nel 2001 per volontà della Fondazione Cassoni e per l’intraprendenza di don Roberto Rondanini, parroco della vicina parrocchia di santi Nazaro e Celso, infatti trovano spazio 79 alloggi a canone calmierato, 120 studenti e giovani lavoratori, ragazze madri, tre comunità alloggio per anziani, malati terminali e disabili intellettivi, servizi e negozi che si occupano anche di formazione. Il villaggio, che si estende su una superficie complessiva di 45mila metri quadrati, compresi tra via Ettore Ponti, via Zumbini, via Svevo, è il risultato del recupero di un’ex area industriale dismessa, reso possibile anche grazie alla stretta collaborazione tra privato e pubblico, come ha sottolineato lo stesso sindaco: «il villaggio è il simbolo della cooperazione virtuosa tra pubblico e privato. E io sono qui oggi proprio per testimoniare l’attenzione del comune verso questo importante progetto».