Apricale, solo pansarole e zabaglione possono riunificare il paese

Ha poco più di 600 abitanti, il borgo di Apricale, ma se si tratta di disputare, anche per la politica, quasi nessuno si tira indietro. In questi giorni, poi, è scoppiata una bega che levati (e che spacca il paese): al centro, l’ormai ex sindaco Roberto Pizzio, sfiduciato da 7 consiglieri comunali su 12 della lista unica «Vivere Apricale», che hanno determinato la caduta dell’amministrazione, con contestuale nomina di un commissario prefettizio. Ma lui, Pizzio, storico rappresentante dell’istituzione, una vita trascorsa fra i banchi del consiglio comunale in un crescendo di responsabilità, non l’ha presa bene. Anche perché si ritiene diffamato da chi gli ha girato le spalle. Così ieri si è recato in Procura a Sanremo per presentare un esposto relativo ad alcune affermazioni, ritenute lesive, contenute nella lettera di dimissioni degli ex amici, oggi avversari. «Il mio assistito - spiega l’avvocato Silvano Briozzo - non vuole assolutamente contestare la presa di posizione politica, ma il contenuto di alcune espressioni lesive della sua immagine». In particolare, alcuni passaggi in cui lo si accusa di «immoralità amministrativa», di aver esercitato pressioni sui dirigenti e di una conduzione patronale del mandato. «Sono dichiarazioni piuttosto naif - afferma ancora l’avvocato - visto che le stesse persone che lo accusano di conduzione patronale del mandato, avevano tutti i mezzi di legge per far valere le loro ragioni in altra maniera». «Sono eventi che lasciano profonda amarezza - commenta dal canto suo Pizzio -. Saranno la gente e gli impiegati a giudicare il mio operato. E poi, sono convinto che molti di questi consiglieri non sapevano neppure cosa firmavano». Da ieri, intanto, in Comune c’è il vice prefetto aggiunto della Prefettura di Imperia, Francesco Piano. Che cercherà di allentare la tensione, chissà, anche «sfruttando» l’imminente Sagra della pansarola, annuale appuntamento con le deliziose frittelle locali accompagnate dallo zabaglione. Se non ci riescono loro, a metterli d’accordo tutti...