Aprilia, commerciante esasperato dai furti spara e uccide il ladro

Ennesimo assalto in tabaccheria: il titolare imbraccia il fucile e colpisce a morte un romeno. I colpi sono partiti dal balcone di casa. La vittima ha 21 anni, il bottino: un centinaio di stecche di sigarette. <strong><a href="/a.pic1?ID=284301">Ora è accusato di omicidio volontario</a></strong>

Aprilia - Una scena di quelle da Far west, dove la vita diventa lotta per la sopravvivenza. Due famiglie asserragliate, prigioniere delle loro stesse case, un allarme che urla, le videocamere che trasmettono le immagini di tre malviventi intenti a sventrare la serranda della tabaccheria proprio lì sotto. Due colpi sparati in aria per farli fuggire, le minacce dei ladri verso i proprietari. Un proiettile che raggiunge il ladro uccidendolo. Il padrone di casa accusato di omicidio volontario.
Un quadro che esplode alle tre e mezza della notte scorsa: una manciata di secondi per capire, tentare di difendersi, sentirsi con le spalle al muro. Ancora uno sparo e poi un altro. I malviventi stanno scappando con un sacco sulla schiena. Uno di loro è raggiunto da un proiettile, la refurtiva non basta ad attenuare il colpo che va a conficcarsi nella zona lombare. Pochi metri ancora sul retro della palazzina per poi accasciarsi contro una siepe. Era notte fonda quando su via Fossignano, al civico 80, all’estrema periferia nord di Aprilia, in provincia di Latina, ma ai confini con la provincia di Roma, tre malviventi hanno tentato l’ennesimo colpo alla tabaccheria Cremonini mentre un quarto complice li aspettava a poca distanza. Hanno squarciato la serranda, l’allarme è scattato immediatamente. Davide Mariani abita al piano di sopra con la moglie Daniela Cremonini, titolare dell’esercizio commerciale, la figlia di diciotto anni e il figlio di dodici. Attraverso la videosorveglianza vede quanto sta succedendo, scende di corsa, ma i ladri hanno serrato il suo portone con il fil di ferro. Stessa scena in casa dei suoceri che abitano nello stesso stabile. Mariani a qual punto corre sul balcone, urla verso i tre, ma quelli lo minacciano. «Se provi a fermarci sei morto». Lui imbraccia il suo fucile automatico calibro 12, legalmente detenuto. Alcuni colpi vengono esplosi in aria, ma uno raggiunge Daniel Magineau, 21enne, nato in Romania, nullafacente, senza fissa dimora - che recentemente gravitava nella zona di Anzio, a pochi chilometri dall’accaduto - gravato da precedenti di polizia. La fuga di Magineau va avanti per circa venti metri, poi si accascia al suolo e muore. La refurtiva, circa 100 stecche di sigarette, viene abbandonata dai complici che riescono a dileguarsi. Sul posto arrivano i carabinieri della compagnia di Aprilia. Davide Mariani, 45 anni, operaio, incensurato, viene portato in caserma e sottoposto a interrogatorio dal pubblico ministero Vincenzo Saveriano della Procura di Latina, che non ha convalidato l’arresto. Resta però l’accusa di omicidio volontario. Sul corpo del 21enne romeno è stata disposta l'autopsia che verrà effettuata questa mattina.
Se la dinamica dei fatti sembrerebbe chiarita, molto meno chiara potrebbe essere la posizione che la giustizia assumerà nei confronti di Mariani. Bisognerà valutare se esistono gli estremi per configurare una legittima difesa, considerando anche le minacce che i malviventi hanno rivolto allo stesso Mariani, nonché la particolare ferocia con a quale è stata sventrata la serranda. Altra ipotesi potrebbe essere quella dell’omicidio preterintenzionale, qualora Mariani avesse voluto bloccare la fuga ferendo il ladro, ma, a causa del buio e dell’agitazione, il colpo sia stato esploso più in alto. Sarà anche considerato che la palazzina di via Fossignano - al piano terra un bar, la tabaccheria Cremonini e una farmacia - è stata presa di mira dai ladri quindici volte in un anno, mentre sulla stessa tabaccheria c’erano già stati due tentativi di furto dall'inizio dell’estate. Di fatto le famiglie Cremonini e Mariani vivono blindate in casa, con le sbarre alle finestre e la videosorveglianza: indice di un’esasperazione che è anche impotenza di fronte ai furti che non sono più casi isolati o da raccontare, ma incubo di tutti i giorni.