APRILIA DORSODURO DERIVA DALLE CORSE

la qualità della componentistica ed il prezzo di 8.990 Euro, impongono più di qualche riflessione riguardo alla concorrenza dotata di cilindrate superiori, ma decisamente più costosa

Prendendo a prestito il grintoso bicilindrico da 750 cc che equipaggia la naked Shiver, Aprilia ha costruito una "maxi-motard" davvero ben riuscita e gratificante. Del resto, l'esperienza della Casa di Noale nel Super Motard non è inferiore a nessuno e le sue "cattivissime" bicilindriche che trionfano sui circuiti di tutto il mondo ne sono la dimostrazione più lampante. Tali premesse non potevano che portare ad un prodotto dalle caratteristiche entusiasmanti. A livello estetico la Dorsoduro graffia al primo sguardo. Il "papà" del Monster Miguel Galluzzi ha fatto davvero un bel lavoro: linee essenziali, elementi della carrozzeria ridotti al minimo e
tratti decisi nella parte anteriore con il bellissimo gruppo ottico raccordato perfettamente al parafanghino, si sposano magnificamente con un posteriore caratterizzato dagli originali terminali di scarico che fanno somigliare la "motardona" ad uno squalo. Appena in sella, si percepisce subito l'impostazione aggressiva della moto. L'unico appunto che ci sentiamo di muovere riguarda la posizione delle pedane che nelle manovre da fermo intralciano un poco i movimenti. Una volta in movimento la Dorsoduro mantiene tutte le promesse fatte a livello statico: i 92 CV del motore vengono scaricati a terra con una grinta davvero notevole e le risposte al comando del gas (gestito elettronicamente) sono sempre fulminee. La possibilità di tarare la mappatura su tre differenti posizioni (Rain, Touring e Sport) rappresenta la classica ciliegina sulla torta. Queste credenziali, la qualità della componentistica ed il prezzo di 8.990 Euro, impongono più di qualche riflessione riguardo alla concorrenza dotata di cilindrate superiori, ma decisamente più costosa.