Aprilia, ladro in fuga ucciso da un tabaccaio

A sparare, con un fucile, è stato il marito della titolare del negozio,
mentre i ladri stavano fuggendo. In passato la tabaccheria aveva subito diversi furti. La vittima era un 22enne romeno

Aprilia - Davide Mariani, il tabaccaio accusato di aver freddato un ladro che poco prima aveva svaligiato la sua tabaccheria, è stato rilasciato. Il pm Vincenzo Saveriano della procura di Latina l'ha rimesso in libertà perché non esiste, al momento, un pericolo di fuga o di inquinamento delle prove. Sarà l’autopsia fissata per domani a chiarire le dinamiche dell’omicidio del 21enne romeno, ucciso da un colpo di fucile calibro 12 di proprietà del tabaccaio che lo straniero tentava di svaligiare.

La rapina Il commerciante, marito della titolare dell’attività situata su via Fossignano - una zona all’estrema periferia di Aprilia - ha reagito dopo avere sentito la sirena dell’allarme suonare. A quel punto, dopo avere tentato inutilmente di uscire di casa perché la porta era stata sprangata dall’esterno, ha sentito i banditi che gli urlavano di non scendere dall’appartamento minacciandolo di morte.

La reazione Il 45enne Davide Mariani ha così imbracciato il fucile regolarmente detenuto e sparato prima in aria e poi all’altezza di alcuni sacchi di sigarette che i malviventi stavano tentando di trascinarsi dietro mentre tentavano la fuga. È stato in quell’istante che il commerciante, senza rendersi conto, avrebbe preso alla schiena il giovane ladro - M.D.D. 21enne nato in Romania gravato da precedenti penali per reati contro il patrimonio -.

La refurtiva: 100 stecche Proprio la dinamica del fatto rende ancora più importante, ai fini delle indagini, l’esito dell’autopsia di domani: con essa si stabilirà se il colpo mortale che ha ferito lo straniero è arrivato alle spalle. La refurtiva consisteva in cento stecche di sigarette. Il giovane romeno è stato abbandonato da due complici e da una terza persona che sarebbe stata il "palo" del colpo finito in tragedia. Al vaglio dei carabinieri anche le immagini di una telecamera a circuito chiuso che avrebbe registrato l’accaduto.