«Aprirà un conflitto nell’Ulivo»

Emanuela Fontana

da Roma

«Vedo che la Margherita sta diventando sempre più quello che era il PPI, un partito cattolico-democratico. C’è un netto passo indietro che la posizione di Francesco Rutelli sul referendum testimonia. Una posizione che aprirà un conflitto nell’Ulivo». Così commenta il presidente dello Sdi Enrico Boselli l’astensione totale di Rutelli al referendum sulla procreazione assistita di domenica prossima. Una posizione che Boselli, tra i promotori del comitato per il sì, dice di «rispettare», ma che «aprirà un dibattito».
Onorevole Boselli, immaginava una posizione così netta di Francesco Rutelli?
«No, sinceramente non me l’aspettavo».
Come la valuta?
«Chi sceglie questa posizione ovviamente vuol far mancare il quorum, la strada è quella di dire “tutti al mare”. Non demonizzo questa scelta. Ma quella di Rutelli è una posizione molto forte, è entrato nel merito dei quattro quesiti del referendum sostenendo le tesi più arretrate. Credo lo abbia fatto per sue convinzioni profonde, ma la sua posizione è tra le più conservatrici che si possano concepire. Le conseguenze saranno quelle dell’apertura di un conflitto nell’Ulivo».
Secondo lei si tratta di un altro tentativo per difendere l’anima centrista della Margherita?
«Più che un partito centrista la Margherita di oggi assomiglia molto di più a un grande PPI, che fino a quando ha avuto un ruolo politico sosteneva apertamente queste tesi. Vedo un netto passo indietro: la Margherita era nata con il tentativo di colmare il solco tra laici e cattolici, ora rischia di non avere più l’orizzonte da cui è nata. La Margherita di Prodi era il superamento delle differenze. Rutelli ha assunto la posizione della Cei, ma anche all’interno della Chiesa ci sono molte differenze».
L’onorevole Dl Roberto Giachetti, che voterà quattro sì, dice che lei, Boselli, è invidioso della laicità della Margherita.
«Mi stupisco che Giachetti non capisca il senso della posizione molto netta, esplicita, di Rutelli. Non si può far finta di non accorgersene».
Secondo lei ha voluto sottolineare ancora la sua diversità rispetto agli alleati?
«Oggi Rutelli ha detto che nella Federazione c’è stata una lacerazione perché alcuni partiti hanno promosso il referendum senza consultazione, ma io rispondo a Rutelli che la cosa più grave è confermare una legge arretrata, che è un grave colpo ai diritti civili e anticipa possibili altri colpi alla legge sull’aborto».
Che però Rutelli ha escluso.
«In questo ho apprezzato la sua dichiarazione, Ma forse è troppo ottimista sulla 194. Io invece sono preoccupato».
A questo punto si ritiene preoccupato per il quorum?
«Il quorum è a rischio. È assolutamente necessario che i cittadini si mobilitino in tutto il Paese. Il fallimento del referendum sarebbe privare gli italiani di una libertà, quella di giudicare una legge. Noi il 9 giugno avvieremo venti manifestazioni in altrettanti capoluoghi italiani. Raccolgo l’appello di Pannella e dei radicali alla mobilitazione».