Ara Pacis, inaugurata l’opera della discordia

Daniele Petraroli

Dopo quasi dieci anni di polemiche è arrivato il momento dell’inaugurazione. Meglio della pre-inagurazione in salsa elettorale. L’Ara Pacis verrà aperta, infatti, solo il 21 marzo prossimo. Per il momento l’hanno potuta vedere solo giornalisti e «corte dei miracoli» del sindaco. Dal primo weekend di ottobre (1 e 2), invece, cominceranno le visite guidate previa prenotazione.
Dentro, sorrisi e complimenti al sindaco e all’architetto Meier, autore dell’opera; fuori la contestazione, prima di «Italia nostra», poi di Alleanza nazionale. «Siamo contro questa vera e propria invasione barbarica - ha spiegato il professor Antonio Tamburrino, consigliere di Italia nostra - come disse Federico Zeri, “Meier conosce Roma antica come io conosco il Tibet”. Quest’opera non ha alcun tipo di rapporto con l’Ara Pacis. Ingabbiata in questo scatolone perde il significato simbolico che aveva. In più va a interferire con ciò che si vede, le chiese e il prospetto di palazzo Massimo, e con ciò che non si vede, il porto di Ripetta e la struttura che collegava il mausoleo d’Augusto al fiume. La nostra battaglia, comunque, è solo all’inizio». Ancor più duro il giudizio dell’architetto Giuseppe Strappa: «È un’astronave calata sul lungotevere. Non ha alcun rapporto con la tradizione romana».
Più colorita la protesta di An. Una cinquantina di militanti vestiti da antichi romani hanno protestato contro la mastodontica opera. Tra loro anche un redivivo Augusto, «risorto» nel giorno della sua nascita (proprio il 23 settembre) per scagliarsi contro il sindaco e l’architetto, che hanno costruito «una pompa di benzina sull’altare mio spendendo 15 milioni di euri. Veltroni ma chi sei? Er fijo de Attila?».
«La giunta sta inaugurando il peggior scempio architettonico e urbanistico che Roma ricordi» per il consigliere comunale Marco Marsilio. «D’ora in poi Augusto non riposerà più in pace - per Alessandro Cochi, consigliere in I municipio -. Dovremmo comprarci e custodire gelosamente una cartolina di com’era l’area fino a poco tempo fa. Questi signori avranno un bel peso sulla coscienza». Manifestazione conclusa con un vero e proprio blitz del consigliere municipale Federico Mollicone all’interno dell’area recintata che ha rischiato di rovinare la festa di Veltroni.
«Le polemiche sul piano culturale vanno bene, questo no», la risposta del sindaco comunque soddisfatto per l’ennesima passerella elettorale tra sorrisi e strette di mano. «Tutto è partito con l’obiettivo di salvare l’Ara Pacis - ha continuato Veltroni - che nella teca di Morpurgo era in condizione di pericolosità». Perplessità, però, devono essere venute anche all’amministrazione capitolina che ha deciso proprio ieri mattina di indire un bando di concorso internazionale per risistemare interamente piazza Augusto imperatore. «In due o tre anni speriamo di fare tutto. La piazza già era asimmetrica, ora deve ritrovare la sua armonia», ha ammesso infine il sindaco. «Troppo tardi - è la risposta di Marsilio - ormai il danno è fatto. Adesso su piazza Augusto Imperatore c’è una ferita non rimarginabile, un segno violento e fuori contesto del quale purtroppo sarà impossibile non tenere conto nella progettazione dell’intera piazza».
Polemiche a non finire, dunque. Secondo l’architetto Léon Krier, docente alla Princeton University, quella di Meier è «una vera e propria dichiarazione di guerra ai centri storici». Inattesi complimenti alla mastodontica opera (200 metri di lunghezza) arrivano invece dal principe Sforza Ruspoli: «Si coniuga bene con lo stile fascista. Perché Roma è stata costruita dagli antichi romani, dai papi e da Mussolini. Dopo si è visto ben poco di veramente ragguardevole». Un apprezzamento che bisogna vedere quanto possa far piacere a Meier e Veltroni.
La novità di ieri, infine, è che al posto dell’obelisco originariamente previsto nel progetto possa sorgere un’antica colonna romana. «Ne stiamo cercando una rinvenuta proprio in quest’area - ha spiegato il sovrintendente ai Beni storici e culturali del Campidoglio Eugenio La Rocca - che, insomma, non risulti estranea a questo luogo. Dovrà ricordare simbolicamente la meridiana del “solarium Augusti”». Fine dell’inaugurazione, non delle polemiche.