Ara Pacis, tornano a risplendere i colori

Grazie ad una nuova tecnologia virtuale, applicata per la prima volta nella storia
dell'archeologia su un monumento di età romana, i colori dei marmitorneranno alla luce. L'evento domenica alle 22

Roma - Grazie ad una nuova tecnologia virtuale, applicata per la prima volta nella storia dell'archeologia su un monumento di età romana, i colori dei marmi dell'Ara Pacis di Roma torneranno alla luce. L'evento è previsto per domenica dalle 22, ad ingresso libero. L’iniziativa "L’Ara Pacis a colori", promossa dal Comune di Roma, assessorato alle Politiche culturali, Sovraintendenza ai Beni Culturali. Verranno illuminati a colori sia il fronte occidentale sia quello orientale raffiguranti i pannelli di Enea sacrificante ai Penati e del Lupercale sul fronte occidentale, i pannelli della Tellus e della Dea Roma sul fronte orientale e il grande fregio vegetale su entrambi i fronti.

«Anche se gli oltre mille anni di permanenza nel sottosuolo del Campo Marzio hanno cancellato dal monumento dell'Ara Pacis ogni traccia visibile di colore - ha dichiarato il direttore dell'Ara Pacis Giovanni Caruso - non sussistono dubbi sul fatto che in origine l'altare fosse variopinto. Innanzitutto perché è ormai assodato che l'utilizzo dei colori per i monumenti fosse abituale. Inoltre, nel corso del 2008/2009 è stato effettuato un ciclo di ricerche, analisi chimiche e spettroscopiche realizzate con tecnologia adeguata, eseguite dai Laboratori Scientifici dei Musei Vaticani per conto della Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma che hanno provato senza dubbio l'esistenza di colore sull'altare e su alcuni suoi frammenti, mai restaurati in quanto non reinseriti nella ricostruzione del 1938».

La scelta delle singole tinte è stata operata sulla base di confronti con la pittura romana, specialmente pompeiana, studi condotti su monumenti più tardi ma influenzati dall'Ara Pacis e ricerche cromatiche svolte sulle architetture e sulla scultura greco-romana. «Abbiamo illuminato il marmo con energia a basso consumo, una cinquantina di watt - ha spiegato il sovrintendente ai Beni Culturali del Comune di Roma Umberto Broccoli - il risultato non è un festival di luci e colori ma il frutto del lavoro di studiosi che può diventare spettacolo e impianto di illuminazione fisso. L’investimento è stato di 60-70.000 euro».

Quella di domenica è un'anteprima di ciò che, prossimamente, gli amanti di uno dei monumenti simbolo della capitale potranno vivere sempre più spesso, in occasioni particolari legate alle festività e alla storia della città di Roma. «Il mecenatismo consiste nella volontà di far crescere la società in cui si vive oltre al ritorno nei propri affari - ha sottolineato l’assessore comunale ai Beni Culturali Umberto Croppi - così è stata fatta bella Firenze: la tv non c’era e i committenti si facevano pubblicità attraverso le proprie opere. Sono convinto che l’illuminazione dell’Ara Pacis possa portare benefici a tutta la città e che la cultura, quando è utilizzata al suo meglio, possa essere una grande fonte per l’economia. Inoltre la stampa internazionale si sta tornando a occupare della nostra città, e questo è un buon segno».