Gli arabi sono pronti per la democrazia? Il dibattito è aperto

Mentre cadono i regimi, si fa pressante il dubbio se le culture dei paesi &quot;arabi&quot; siano in grado di gestire il cambiamento. <strong>Guerri</strong>: <strong><a href="http://stage.ilgiornale.it/esteri/si_aiutiamoli_crescere_dalleconomia_cu... a crescere</a></strong>. <strong>Magli</strong>: no, finchè domina l'islam è <strong><a href="http://stage.ilgiornale.it/esteri/no_finche_domina_lislam_e_assurdo_parl... parlare di diritti</a></strong>

La Libia brucia, ma è solo l’ultimo dei Paesi affacciati sul Mediterraneo che hanno dichiarato guerra ai loro dittatori. Prima della Libia è scoppiata la rivolta in Tunisia, in Egitto, ci sono proteste nello Yemen, in Algeria, soffia vento di ribellione anche in altre zone del Medio Oriente. Tutti chiedono la stessa cosa: libertà, vogliono vedere i loro leader lasciare il potere. «Ma sono pronti questi popoli alla democrazia? È questa la domanda che si pone il famoso giornalista americano, Nicholas Kristof, già vincitore di due premi Pulitzer, dalle autorevoli pagine dell’International Herald Tribune. Il dibattito è aperto. Da un lato ci sono popoli che scendono in piazza a chiedere più diritti, dall’altra la paura che non siano ancora maturi per gestire la democrazia. «È pronto il popolo arabo a smentire finalmente lo stereotipo per cui arabi, cinesi e africani sono incompatibili con la democrazia?», si interroga Kristof. La sua risposta è affermativa. «Non dite a questa gente che non sono pronti, perché loro stanno morendo per questo». Ma la discussione è aperta.

Sì, AIUTIAMOLI A CRESCERE - GIORDANO BRUNO GUERRI

NO, ISLAM E DIRITTI SONO INCONCILIABILI - IDA MAGLI