"Aragoste e pesce fresco. Poi la mancia: 500 euro"

Ho cucinato per il cugino di Sua Maestà e altri sei dignitari. Da bere? Solo succo d’arancia

Bari - Un pranzo a base di pesce, e a Bari vecchia non poteva essere altrimenti. Poi un cordiale scambio di saluti e una mancia di 500 euro per il cameriere: è finito così il pranzo del cugino del sultano dell’Oman al ristorante «Il pescatore», tavolini sistemati sotto un tendone celeste lungo il vicolo che collega la Cattedrale al lungomare, nel cuore della città antica, a due passi dal Castello Svevo. Qui, in questo locale dove tanto tempo fa, prima di diventare una star del calcio, Antonio Cassano lavorava come cameriere, ieri si sono fermati in sette: il cugino del sovrano e altri del suo seguito. Il proprietario del ristorante, Onofrio De Benedictis, racconta: «Hanno fatto richiesta esplicita di aragoste e pesce fresco, e mentre gustavano i nostri piatti una schiera di guardie del corpo teneva sotto controllo l’ingresso». Non sono state servite orecchiette, ma la scelta è comunque caduta su un menu tipicamente mediterraneo: paccheri freschi con aragosta, dentice bollito, latticini a volontà e per finire crostata ai frutti di bosco e pastiera. Da bere solo succo d’arancia. «Sono piaciuti molto anche i dolci», dice De Benedictis. Il ristorante ha anche una saletta interna, ma la delegazione ha comunque mangiato all’aperto, proprio sotto il tendone, a due passi dalla brace dove polpi e pesce fresco vengono arrostiti senza soluzione di continuità. «Il dentice però lo hanno assolutamente voluto bollito», racconta il titolare, che alla fine del pranzo ha consegnato un omaggio: una bottiglia di limoncello e una di fragolino. «Tutta roba fatta in casa», precisa.