Arancia meccanica al Casilino: nove arresti

Aggredivano giovani coppie picchiandole con bastoni e spranghe per rubare portafogli, bancomat e telefoni cellulari. Nove romeni sono stati arrestati nei giorni scorsi dai carabinieri della compagnia Casilina, diretti dal maggiore Mauro Conte. La banda è ritenuta responsabile di diverse rapine avvenute nella periferia sud est della capitale.
I malviventi colpivano soprattutto di notte e prendevano di mira coppie appartate all’interno delle proprie auto. L’operazione, che ha permesso ai militari di rinchiudere nel carcere di Regina Coeli i banditi, è iniziata nel mese di settembre.
Tre rapinatori, approfittando del buio, si sono avvicinati a una macchina parcheggiata vicino al Parco San Policarpo, sorprendendo due fidanzati. Servendosi di bastoni, hanno mandato in frantumi i vetri della vettura e, dopo aver malmenato i malcapitati con calci e pugni, li hanno scaraventati fuori dall’utilitaria. Dopo essersi fatti consegnare il denaro, il bancomat e il cellulare, sono fuggiti facendo perdere le tracce. Le vittime hanno immediatamente sporto denuncia presso la stazione carabinieri di Cinecittà, che ha fatto partire le indagini. I carabinieri del Nucleo Operativo Casilino sono riusciti così a rintracciare e fermare L.I., venticinquenne romeno.
Gli accertamenti successivi, si sono incentrati sulle frequentazioni dello straniero nella capitale e hanno portato gli investigatori a individuare un gruppo di suoi connazionali, che viaggiava su auto di grossa cilindrata.
Pedinando i sospetti, gli uomini del maggiore Conte si sono trovati ad assistere a una rapina a Centocelle. I sette romeni, che viaggiavano su due diverse auto di grossa cilindrata, si sono avvicinati a una donna che stava passeggiando con i suoi familiari in viale Primavera verso via Prenestina. A quel punto due banditi sono scesi al volo dalla macchina e hanno colpito alle spalle la poveretta strappandole la borsa, sotto gli occhi dei suoi cari che hanno assistito impotenti alla scena. Quindi, si sono allontanati correndo e cento metri dopo sono stati recuperati dai complici.
Ma la fuga dei romeni è durata poco. Mentre erano nascosti dietro un distributore di benzina della zona, intenti a spartirsi il bottino, sono stati individuati e catturati dai militari. Qualche giorno più tardi sono finiti in manette anche gli ultimi componenti della banda, sfuggiti al primo colpo. I due sono stati bloccati mentre tentavano di prelevare i soldi proprio con le tessere bancomat delle vittime.
«È stata un’operazione articolata - ha commentato il maggiore Conte - che ci ha permesso alla fine di denunciare anche due connazionali della banda, che ricettavano la merce razziata durante le rapine».