Arbitrato del Coni Il giorno degli sconti per la Juve e le altre

Ultimo grado della giustizia sportiva per calciopoli. Nel collegio anche il figlio di Napolitano. Cobolli: «Spero si giochi correttamente». I verdetti a fine mese

Gian Piero Scevola

da Roma

Tempo di arbitrato e di sconti, ma anche di speranze da parte di Juventus, Lazio, Milan e Fiorentina che vorrebbero veder ridotte le penalizzazioni inflitte loro dalla Corte Federale. Una «due giorni» di grande intensità quella che si giocherà nei saloni dello stadio Olimpico che, dopo il maxiprocesso di luglio, ospita l’ultimo appello della giustizia sportiva (il quarto), quello che dovrebbe porre fine a una lunga estate di veleni. Ma il condizionale è d’obbligo, perché troppi fronti sono ancora aperti e grosse novità si attendono da Francesco Saverio Borrelli, capo Ufficio indagini Figc: il caso Inter-Telecom-intercettazioni; la prossima audizione di Buffon, Iaquinta e tanti altri per le scommesse; la denuncia dell’ex arbitro Mario Mazzoleni per i condizionamenti subiti prima di Lazio-Cagliari dello scorso campionato. Senza dimenticare l’arbitrato per la Reggina partita da -15, con la data non ancora fissata. Insomma, di carne al fuoco ce n’è tanta, ma il piatto più prelibato è proprio questo dell’arbitrato.
A decidere è chiamato un collegio di «arbitri» guidato dal presidente Pier Luigi Ronzani, docente di diritto canonico all’università di Trieste. Con lui, come vicario, il professor Marcello Foschini, rettore della Luiss (Università di studi sociali); l’avvocato Guido Cecinelli, patrocinante in Cassazione; il professor Luigi Fumagalli, componente del Tas di Losanna e il professor Giulio Napolitano, docente dell’Università della Tuscia. Curiosa la presenza del 35enne Napolitano che sa tanto di istituzionalità, trattandosi del figlio del presidente della Repubblica, come se il Colle stesse a vigilare anche sui problemi del calcio.
Le sentenze, o meglio, il lodo arriverà a fine mese ma già, sin d’ora, si annunciano prese di posizione. A cominciare dalla Juventus che punta all’azzeramento o a una sostanziosa riduzione dei 17 punti di penalizzazione. «Sarà come una partita tra due squadre: da una parte noi e dall’altra la Federcalcio. Spero che si giochi correttamente», afferma il presidente bianconero Giovanni Cobolli Gigli, che respinge l’idea di avere Luciano Moggi come testimone a favore. «L’arbitrato è la fase conclusiva della giustizia sportiva, noi ci aspettiamo una riduzione della penalizzazione perché abbiamo già pagato con la retrocessione in B e poi, a livello di codice etico, abbiamo cambiato tutti i dirigenti. Certo, esiste il Tar, ma è uno strumento a cui non pensiamo più. Nel mio cuore c’è una cifra (10 punti di sconto, ndr), ma la tengo per me».
Questa la Juve, che baserà la difesa sulla disparità di trattamento con gli altri club coinvolti perché retrocessione e pene accessorie sono considerate esagerate. In casa Fiorentina invece il problema sembra quasi non esistere: i fratelli Diego e Andrea Della Valle «pretendono» che il -19 venga completamente cancellato perché la vera punizione è stata l’esclusione dalla Champions. La parola «sconto» non viene presa in considerazione e nella memoria difensiva dei legali viola si chiede di riascoltare tutte le telefonate che vedono interessati i due azionisti di maggioranza, al fine di evidenziare l’assoluta mancanza di illecito sportivo. Qualora gli «arbitri» dovessero invece decidere per lo sconto, la Fiorentina sarebbe anche intenzionata a rifiutarlo e a cercare la difficile via del Tar del Lazio. Con tutto quello che comporterebbe una simile azione.
Anche la Lazio considera esagerati gli 11 punti di penalizzazione, avendo i biancocelesti perso prima l’Uefa e poi anche la Champions nella quale sarebbero subentrati. La difesa si basa su tre punti: sperequazione con la Reggina; reformatio in pejus operata dalla Corte Federale; violazione della legge 287/90. E anche la Lazio, qualora non fosse soddisfatta, potrebbe rivolgersi al Tar. «Il ricorso al Tar è un problema che si vedrà successivamente. A ogni giorno i propri affanni. Noi non chiediamo sconti, ma solo l’applicazione delle regole, la nostra posizione è diversa da quella di altre società e vogliamo il ripristino della verità», afferma Claudio Lotito. Più tranquilla la difesa del Milan, con l’avvocato Leandro Cantamessa che non si sbilancia ma che comunque accetterà la decisione dell’Arbitrato senza poi rivolgersi al Tar anche se dovessero restare gli 8 punti di penalizzazione.
Duro l’onorevole Mario Pescante: «Sono contrario ad ogni amnistia, ma anche ad ogni amnesia. Bisogna rispettare l’autonomia dello sport e il Parlamento non deve prevaricare il governo del calcio». «Tutti c’entriamo in questo crollo del calcio e tutti dobbiamo pagare. E la Juve in B è diventata una squadra più simpatica», il commento di Antonio Matarrese.