Arbitri, altra tegola: deferito Trefoloni

da Roma

«Speriamo che lo lascino lavorare senza complicargli la vita...». Gli amici di Viareggio fanno il tifo per Collina, che ieri era a dir poco amareggiato. L’ex fischietto - invocato come «ciambella di salvataggio» per una barca che rischia di affondare - non si aspettava questa violenta pioggia di critiche dopo la sua nomina a consulente tecnico del designatore ad interim Gussoni.
Critiche giunte da più parti, anche dalla base dell’associazione arbitrale che si è sentita tradita da Gussoni e dal comitato nazionale. In fondo, nell’incontro di via Allegri e nei precedenti contatti con il commissario Figc Pancalli, Collina era stato chiaro: per motivi etici ed economici, non avrebbe potuto «tradire» gli accordi con gli editori di tv e giornali. Ecco allora la soluzione dell’aiuto volontario nell’allenamento degli arbitri. Ma ecco, conseguentemente, il «sospetto» di conflitto di interessi con il ruolo di opinionista. Così l’ex fischietto, più volte nominato numero uno al mondo, ha scoperto che il semestre che lo attende non sarà per nulla facile.
«Collina è sorpreso e amareggiato, ma ha il senso dell’onore, della parola data: per questo non scapperà davanti a queste difficoltà - sottolinea il presidente della Lega Matarrese -. Lavoreremo di più per meritarci il consenso, per fugare le perplessità. Gliel’ho detto: fai l’abitudine a queste critiche, sopporta, ormai stai ad un livello in cui non mancheranno mai. Se il calcio gli avesse dato i soldi necessari per fargli chiudere le sue collaborazioni, l’avrebbe reso antipatico a tutti. Mi dispiace non si sia capito che torna tra di noi col vestito più semplice».
«Non avvalersi dell’esperienza, della competenza e della preparazione di Collina non solo non sarebbe stato ragionevole, ma stupido. Sono sorpreso dalle critiche e continuo a difendere la decisione che mi sembra la più opportuna ed equilibrata. Io mi sento come un ingegnere in una casa terremotata, devo prendere decisioni di buon senso», la precisazione di Pancalli. Che lascia intuire come non ci fossero all’orizzonte alternative possibili. Dunque, quella attuata è la soluzione migliore, secondo chi ha riscritto le gerarchie arbitrali. Una soluzione a metà, secondo la maggior parte degli osservatori esterni e anche per l’avversario «politico» di Gussoni, Marcello Nicchi, che si chiede come si possa aiutare «un Collina a mezzo servizio a reagire ad eventuali attacchi, visto che lui non potrà certamente invocare la mancanza di aiuti dall’alto?». Per tornare a chiarire il ruolo di Collina è intervenuto anche Gussoni, che ha elencato i tre compiti fondamentali della propria gestione: «Salvaguardare l’integrità morale e fisica dell’intero gruppo della Can, designare con puntualità, equilibrio ed imparzialità, migliorare ed attualizzare la preparazione tecnica di arbitri ed assistenti». I primi due compiti, ha chiarito il presidente Aia, saranno assolti con l’aiuto di Borriello, Capraro e Stevanato. «Il terzo sarà portato avanti con l’ausilio esterno di Collina».
La sensazione è che il compromesso che ha riportato Collina nei ranghi con un ruolo di «ct» degli arbitri possa avere senso solo se avrà un seguito a luglio. Ovvero che l’attuale allenatore dei fischietti, in particolare quelli più giovani (che potrebbero diventare il nucleo maggiore se da Napoli arriveranno rinvii a giudizio per gli arbitri tirati in ballo nell’inchiesta di Calciopoli), diventi poi designatore degli stessi. Un’ipotesi non certo automatica, viste le pressioni che Gussoni riceverà dalla base arbitrale (il grosso del suo elettorato). «La nomina a designatore se la deve meritare, chi può oggi ipotecare le scelte di luglio?», evidenzia Matarrese.
A complicare le cose ci si è messo ieri anche il deferimento della procura federale per l’arbitro internazionale Matteo Trefoloni per la condotta tenuta in occasione di Roma-Juventus del 5 marzo 2005. In quella circostanza, come risulta dalle sue dichiarazioni rese ai carabinieri che lo interrogarono in merito, l’arbitro rifiutò di dirigere la partita, presentando un certificato medico compiacente. Trefoloni rischia una squalifica dai tre ai sei mesi per condotta sleale (articolo 1 del Cgs) e per mancata osservanza dei doveri di un arbitro (articolo 40).