Gli arbitri battono la Sampdoria 7-3

Colpa delle sparate del presidente contro i vertici del calcio? Garrone: «Non ci voglio neanche pensare»

Federico Casabella

«Non ci voglio neanche pensare». Così Riccardo Garrone a chi, alla fine della gara di Bergamo, gli chiedeva se la Sampdoria stesse pagando, con arbitraggi non all'altezza, le sparate contro i vertici del calcio del suo presidente, «non ho mai detto di avere paura di ritorsioni del Palazzo - ha chiarito il presidente -, ho semplicemente riferito l'opinione dei nostri tifosi. Abbiamo pagato questo atteggiamento in passato, ma non accadrà più».
Nonostante il segnale distensivo di Garrone, non sono in pochi a pensare che la Samp stia pagando qualcosa, tanto che domenica il direttore generale Beppe Marotta, a fine partita, ha sentito la necessità di un confronto con il commissario dell'Aia Alfredo Trentalange (l'ex arbitro che condannò alla B la Samp nel '99, concedendo un inesistente rigore al Bologna), sulla direzione di gara di Andrea Romeo. Dei 2 penalty concessi all'Atalanta, se il primo è apparso netto, il secondo per fallo di Pieri su Ventola è sembrato generoso. Mentre il comportamento di Zampagna, che ha simulato 3 volte in area di rigore, non è stato sanzionato dall'arbitro, scatenando le ire di Novellino. Il tecnico della Samp che si è pure beccato 5 mila euro di multa dal giudice sportivo per aver protestato con Romeo (l'Atalanta è stata sanzionata con 10 mila euro per il tiro al bersaglio ingaggiato contro la panchina blucerchiata, atteggiamento per il quale il presidente nerazzurro Ruggeri si è scusato anche se, ha detto, «io ho visto volare solo qualche pallina di carta»...).
Ma è dall'inizio della stagione che si discute su episodi dubbi nelle gare dei blucerchiati. E tra torti e favori la Samp è già in credito, anche se questo non basta a giustificare la carenza di risultati e la scarsa lucidità espressa nel secondo tempo di Bergamo. Già all'esordio Novellino esce furioso dal campo, dopo la sconfitta casalinga con l'Empoli: l'arbitro Gava, con i doriani in vantaggio, non concede un netto rigore per mano in area di Ficini su cross di Olivera, concedendo poi un penalty agli azzurri nella ripresa. Sei giorni dopo, a Milano contro l'Inter, Flachi è atterrato in area da Cordoba: Tagliavento fischia la massima punizione, ma l'occasione da rete è chiara e non si capisce perché il direttore di gara non sanzioni l'interista con il secondo giallo, che avrebbe permesso alla Samp di giocare in superiorità numerica tutto il secondo tempo.
Nella clamorosa rimonta contro l'Udinese, a dirigere la gara è Bertini, che sbaglia a favore della Sampdoria quando ferma, ingannato dal guardalinee, Iaquinta per fuorigioco con l'attaccante friulano lanciato verso la porta e steso in area dal portiere blucerchiato. Tre giorni dopo, ad Ascoli Bonazzoli lanciato a rete, viene fermato da Pecorari al limite dell'area di rigore. Il fallo sembra avvenuto oltre la linea bianca, ma Mazzoleni fischia calcio di punizione e non ammonisce il difensore; per contro, nella ripresa, non viene ravvisata una trattenuta di Palombo su Bjelanovic in area. Anche nella gara contro il Parma episodio discutibile. Sul 3-1 Grella calcia dalla distanza e Zenoni respinge toccando involontariamente con un braccio: solo per Rizzoli ci sono gli estremi del rigore. Contro il Milan, l'internazionale Rosetti, prima sorvola su una trattenuta di Maldini su Delvecchio al limite dell'area piccola, quindi non concede ai rossoneri il penalty per un dubbio intervento di Castellazzi su Inzaghi, convalidando la rete dell'1-1 viziata da un clamoroso fallo di mano di Kaladze.
Insomma, sette episodi contro i blucerchiati e tre a favore. Domani sera contro la Lazio arbitrerà Trefoloni di Siena. La Samp dovrà fare a meno di Zenoni e Delvecchio fermati per un turno dal giudice sportivo.