Arbitri in raduno collegiale a Roma E oggi debutta il preparatore Collina

Dopo le dimissioni del designatore, il fischietto di Viareggio deve rimettere in sesto la categoria

da Roma

Arbitri, da oggi si cambia. Forse anche da ieri. Ma cambia poco. La sostanza è una e una soltanto. Da oggi comincia negli arbitri italiani l’era di Pierluigi Collina, consulente esterno della Can e perciò collaboratore numero uno di Cesare Gussoni, presidente dell’Aia e commissario della Can dopo le dimissioni improvvise di Stefano Tedeschi. Finite le vacanze, messe da parte le polemiche e anche le diatribe su regolamenti e riforme dei codici interni, da oggi si torna a lavorare sul materiale umano in attesa del campionato che riprende tra sabato e domenica e riprende con un bisogno monumentale, meno errori da parte dei fischietti. «Fosse facile» chiosa Cesare Gussoni intervenuto ieri pomeriggio a Roma nella riunione a porte chiuse con i suoi giovani arbitri (esclusi quelli impegnati a vario titolo in coppa Italia) che devono riprendere l’attività tra qualche ora. In serata, dalle stesse parti, si fa anche vedere Luca Pancalli, il commissario straordinario della federcalcio accompagnato da Antonello Valentini, capo ufficio stampa della Figc. Presenza simbolica per dimostrare in modo indiretto che i lamenti di Tedeschi («siamo stati lasciati soli») furono solo la resa incondizionata in un clima di grandi polemiche, abituale per chi frequenta gli stadi italiani.
Oggi allora tocca a Collina e all’inizio della sua azione che tende in qualche modo a svilupparsi su due piani: 1) sul piano tecnico offrendo consigli e suggerimenti su come gestire le partite, gli episodi scabrosi e le proteste; 2) sul piano psicologico passando ai suoi ex colleghi le proprie esperienze personali durante i più importanti tornei internazionali di calcio. Si è parlato anche dal famoso sportello reclami cui indirizzare le proteste dei dirigenti: per Gussoni è una mossa tesa in qualche modo a evitare che ricadano su di lui le telefonate dei presidenti. Da presidente dell’Aia Gussoni si è difeso facilmente sostenendo che l’interlocutore doveva essere Pancalli, adesso col coinvolgimento personale nella gestione della Can, non potrà esimersi dal raccogliere lamenti e veleni. Di sicuro la prova del nove nella gestione sarà con le designazioni.