Arbore: "La bocciatura fu uno choc pazzesco"

«Rimandato a settembre? Certo, in terzo liceo classico a Foggia, classe Terza A. Me lo ricordo come se fosse ieri». Renzo Arbore di esami di riparazione ne sa qualcosa, visto che di materie da ripetere ne ha avute ben quattro.
Quali?
«Matematica, greco e poi forse latino, ma non ne sono nemmeno tanto sicuro... chi se le ricorda più, ma erano sicuramente materie importanti e parecchio difficili».
Se lo ricorda come reagì alla brutta notizia?
«Certo, malissimo! Fu uno choc terribile. Un dolore pazzesco. Arrivare davanti ai tabelloni e vedere le righe rosse fu una delusione immensa, anche perché per un ragazzo di provincia come me essere promosso e andare all’università significava molto di più di una semplice gratificazione, come può essere per tutti gli altri ragazzi che abitano in città. Voleva dire andare via di casa l’ anno dopo, conquistarsi la libertà dai genitori, una casa in condivisione con gli amici, l’indipendenza economica, le prime fidanzate...».
Che progetti aveva?
«Nulla di particolare, quello che sognano tutti, ma diciamo che il mio sogno è svanito quel pomeriggio d’estate davanti a quei cartelloni. Sarei andato a Napoli all’Università, invece fui rimandato a settembre e poi pure bocciato. Ricordo che al momento non ho pianto ma la delusione è davvero stata immensa. Me la sono presa come una delle grandi sconfitte della vita».