Archelao

Si narra in Sardegna che il protettore di Oristano nacque nel I secolo nell’antica Forum Traiani, poi diventata Fordongianus. La sua era una ricca famiglia patrizia pagana, che lo mandò a studiare a Cagliari. Ma qui il giovane Archelao venne in contatto con il cristianesimo, finendo con l’appassionarvisi. Così, divenne catecumeno. Fu poi battezzato dal vescovo locale, Avendrace. Non bastò ad Archelao, che volle diventare anche sacerdote e venne ordinato dallo stesso vescovo. Archelao fece quindi ritorno a Forum Traiani, dove si diede all’evangelizzazione dei suoi concittadini. Non sappiamo se abbia convertito anche i suoi genitori, solo che la sua predicazione fu coronata da un lusinghiero successo. Tutto andò bene fino all’anno 100, quando, dice la tradizione, Archelao incappò nell’editto di Traiano che perseguiva i cristiani. Qualcuno, in quell’anno, pensò bene di denunciarlo e Archelao finì arrestato. Al processo davanti al magistrato, si rifiutò di abiurare la sua fede e fu condannato a morte. La sentenza venne eseguita per lapidazione. Il suo cadavere fu recuperato dai cristiani e seppellito nelle catacombe poi intitolate a s. Lussorio. Ma si dovette attendere il 1609 perché il santo martire prendesse ufficialmente possesso della sua attuale carica. In quell’anno venne tolto dalle catacombe e portato trionfalmente a Oristano, nel cui duomo adesso riposa in qualità di protettore dell’arcidiocesi. Scrive Ireneo Bellotta nel suo libro I Santi patroni d'Italia (Newton & Compton) che Archelao fu ucciso il 27 febbraio ma la sua festa a Oristano cade il 13 dello stesso mese.
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