Archeologia, il mare di Gela regala un altro relitto greco

Si tratta con ogni probabilità di un'imbarcazione del V secolo avanti Cristo, come le altre già rinvenute in passato nella zona. Trovati anche nella stessa area vasellame e anfore

Non smette di riservare sorprese il mare di Gela, la cittadina siciliana in provincia di Caltanissetta che nel periodo greco era un grosso centro culturale e commerciale. Dopo le tre navi del V secolo avanti Cristo, rinvenute a partire dal 1988, spunta un nuovo relitto, presumibilmente dello stesso periodo. Si tratta di una trave di circa quattro metri, che potrebbe essere la chiglia di un'antica imbarcazione. Sempre nello stesso specchio di mare, un mese fa, erano stati rinvenuti anfore e vasellame vario.
Il rinvenimento, l'ennesimo a testimonianza di quanto fosse florida e al centro dei commerci l'antica Gela, è stato fatto in contrada Bulala, a circa due chilometri a est del territorio abitato. Le operazioni di recupero sono state effettuate da quindici subacquei appartenenti all'associazione «Sviluppo e Ambiente», che si sono immersi a circa 150 metri dalla battigia. Il relitto dopo le operazioni di recupero è stato portato in una vasca per il processo di desalinizzazione e dopo inizieranno gli esami da parte degli archeologi della Sovrintendenza del mare, per datarlo con precisione. Lo stesso specchio di mare, come si diceva, ha già restituito delle imbarcazioni antiche. La prima è di dimensioni maggiori della seconda nave, che giace a breve distanza, mentre il terzo relitto greco arcaico è stato individuato alla foce del fiume Dirillo, per caso, durante i lavori di posa per la posa di un gasdotto.