Archeologia, restituiti alla Sicilia gli Argenti di Morgantina

Consegnati ieri al museo di Aidone (Enna) i preziosissimi manufatti cesellati a mano del terzo secolo avanti Cristo che trent'anni fa erano stati trafugati per finire al Metropolitan di New York. L'anno prossimo<br />
torna anche la Venere

Scortati a vista dai carabinieri, gli Argenti di Morgantina sono finalmente «in buone mani». Il prezioso servizio d'epoca ellenistica, trafugato trent'anni fa nelle campagne siciliane e venduto da tombaroli a mercanti e miliardari senza scrupoli, ha fatto definitivamente ritorno ad Aidone (Enna) custodito all'interno degli imballaggi dove spicca l'emblema del Metropolitan Museum di New York. La consegna del prezioso e atteso carico (dal marzo scorso gli Argenti sono stati esposti a Roma, a Palermo e a Shangai) è avvenuta ieri al Museo Archeologico di Aidone a cura del Soprintendente per i Beni Culturali e Ambientali di Enna, Fulvia Caffo, e della responsabile dell'Unità Operativa Archeologica della Soprintendenza, Carmela Bonanno che avevano in custodia gli argenti a Palazzo Varisano. Ad attenderle al museo il direttore del Parco Archeologico di Morgantina, Enrico Caruso. A vigilare su tutta l'operazione i carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Artistico Siciliano coordinati dal comandante Giuseppe Marseglia. Depositati nel laboratorio di restauro del Museo, gli Argenti sono apparsi in tutta la loro magnificenza: una collezione di 15 pezzi con raffinatissimi vasi e piatti in argento dorato alcuni dei quali finemente cesellati a mano, come il medaglione con Scilla, destinati dal loro proprietario, l'Eupòlemos inciso su alcuni reperti, alla mescita del vino e delle spezie nei banchetti e ai riti sacri. «Sacro agli dei», infatti, recita l'iscrizione su uno dei reperti: il piccolo altare (bomìskos) dove gli antichi greci erano soliti bruciare i profumi durante i momenti di preghiera. I pezzi risalgono al 240 avanti Cristo. «Per creare una nuova scena degna di ospitare gli Argenti - spiega il direttore Caruso - sono stati svuotati degli ex magazzini: una delle sale, illuminata da tre ampie finestre, è il locale più bello e luminoso del museo. In progetto c'è il raddoppio della superficie del museo che, con l'arrivo della Venere e con il sito di Morgantina, diverrà una meta ineludibile per la conoscenza delle antiche civiltà della Sicilia e del Mediterraneo».
E «Sacri agli dei» è diventato il titolo del convegno internazionale di archeologia che venerdì celebrerà il definitivo ritorno degli argenti nel Museo di Aidone. L'inaugurazione della nuova sezione espositiva si svolgerà alle 15 alla presenza del presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, dell'assessore regionale dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana, Sebastiano Missineo e di Francesco Rutelli che nel 2007, in qualità di ministro dei Beni culturali Cultura, siglò l'accordo bilaterale fra Italia e Usa per la restituzione di una serie di reperti trafugati illegalmente dal nostro Paese, venduti a ricchissimi collezionisti ed esposti per anni nei musei statunitensi.
Il Museo di Aidone è un ex convento dei frati cappuccini già ricco di preziose testimonianze del culto della «grande madre», la dea Demetra, che, con l'arrivo degli Acròliti (2009), degli Argenti (2010) e della Venere di Morgantina, previsto per la primavera del 2011, si configura sempre di più come uno scrigno pieno di tesori per gli appassionati di arte antica. Al convegno prenderanno parte fra gli altri Pietro Guzzo, ex soprintendente a Pompei, Jeannette Papadopulos, attuale soprintendente dello stesso sito archeologico e referente per il recupero delle opere d'arte rubate, Malcolm Bell III, l'archeologo statunitense di cui si deve il riconoscimento dei tesori d'arte trafugati in Sicilia ed esposti nei musei americani, Silvio Raffiotta, il magistrato siciliano che avviò il procedimento giudiziario per la restituzione delle opere.