Gli archi dei Solisti di Pavia pieni di voglia di vita

Nebbia per nebbia, inaspettatamente, i Solisti di Pavia si sono avventurati fra quelle del Nord. Il gruppo è un ensemble giovane d'archi ispirato e guidato da quel poeta del violoncello che è Enrico Dindo: cultori del bel suono, delle frasi articolate bene, della voglia di perdersi e anche del piacere di ritrovarsi. Nebbiosi i luoghi, ma loro segretamente mediterranei alla ricerca della luce appena se ne possa aprire la gioia. Si è mai sentita una meditazione più impaziente di lieto fine del loro «Andante religioso» dalla Suite Holberg di Grieg? C'è in giro un gioco più furtivamente e spiritosamente giocato del «Playful pizzicato» dalla Simple Symphony di Britten? E nella Little suite di Nielsen già il «Praeludium» sembra mettere chiare le condizioni: cercheremo fino in fondo la felicità della musica prima d'ogni altra cosa. Insomma, questi brani famosi ma poco eseguiti, cari alle orchestre da camera, son chiamati dai nostri strumentisti, senza perdere identità garantita da un bel culto del rimo e dell'intonazione, a dare il meglio della loro eloquenza, inseguiti non da ricerca di atmosfere, ma da voglia di vita.

I Solisti di Pavia - Grieg, Britten, Nielsen ( Amadeus)