Architettura tra innovazione e tradizione: tracce di un'utopia possibile

Se n'è discusso nel corso di un convegno a Potenza nell'ambito dell'evento Architettura-Città-Territorio

Architettura tra innovazione e tradizione: tracce di un'utopia possibile. Se n'è discusso nel corso di un convegno a Potenza nell'ambito dell'evento Architettura-Città-Territorio che ha messo a confronto architetti, sindaci ed esperti del settore sul rapporto tra tradizione del costruito e innovazione del costruire.
Dalle nuove e ancora inesplorate frontiere della bio-architettura alla riqualificazione dei centri storici. L'architettura è per costituzione e vocazione profonda un cross-over tra innovazione e tradizione, un linguaggio urbano e sociale che combina antico e moderno, alla ricerca perenne dell'equilibrio e dell'armonia. Il tema è stato al centro del convegno "Architettura tra innovazione e tradizione" che si è tenuto stamane a Potenza, nella Cappella dei Celestini, nell'ambito di Architettura-Città-Territorio, l'evento promosso dall'Ordine degli Architetti di Potenza in occasione del suo trentennale.
Coordinato da Dino De Angelis e introdotto dal presidente dell'Ordine, Michele Graziadei, il convegno ha messo a confronto architetti, sindaci, esperti del settore sul rapporto tra la conservazione del costruito e l'innovazione del costruire. "Tradizione e innovazione sono la stessa cosa, tradizione è innovazione perché è ciò che si è formato nel tempo attraverso un processo continuo di innovazione e sperimentazione", ha detto in apertura dei lavori Graziadei. "Ciò che è antico è la testimonianza di una passata innovazione. La tradizione è una sfida all'innovazione. Non sono dunque in antitesi ma rappresentano l'equilibrio da raggiungere attraverso il progetto architettonico".
Tra modernismo e conservazione, insomma, c'è uno spazio intermedio, un'intercapedine dove innovazione e tradizione possono dialogare, confrontarsi, coesistere, contaminarsi. Ne sono una manifestazione plastica le testimonianze architettoniche passate in rassegna durante il convegno, come le esperienze innovative di bio-edilizia e housing sociale che disegnano nuove traiettorie di sviluppo urbano e in cui la sfida è la ricerca di una qualità sostenibile sia dal punto di vista ambientale che dal punto di vista dei costi. Oppure, interventi controversi ma coraggiosi, come la nuova teca dell'Ara Pacis a Roma, in cui il rapporto tra innovazione e tradizione, tra antico e moderno, passato e presente, diventa l'utopia possibile di un'architettura che vuole giocare e vincere la sfida dell'armonia.