Architettura di vetro, ma è soltanto una moda

Il crescere di progetti e di iniziative architettoniche a Milano, tema che sarà protagonista di una mostra che si terrà alla nuova Fiera nel prossimo anno, allargando l'orizzonte anche al di fuori delle mura cittadine, sta facendo conoscere, almeno a grandi linee, l'architettura moderna anche a categorie che fino ad ora ne erano del tutto digiune. E certamente, quando un argomento così importante diviene di dominio pubblico, approvazioni e critiche si sprecano.
Ne è un esempio il nuovo quartiere della Zona della ex Fiera, un'occasione magnifica per presentare un volto nuovo di una città che dal 1950, anno di costruzione del grattacielo Pirelli e più o meno della Torre Velasca, non ha avuto nulla al di fuori dell'infelice monumento proprio davanti al negozio di Armani in via Manzoni. Ma toccavamo questo tasto dell'architettura di oggi per mettere in evidenza la sua caratteristica, quella di grandi superfici interamente vetrate.
I nuovi progetti, sia quelli pubblici che quelli privati, hanno il vetro come grande protagonista e allora ci si domanda come si potrà vivere in appartamenti che hanno vetrate al posto delle pareti? Chi pulirà queste superfici? Cosa faranno gli abitanti scrutati dai vicini o costretti a tenere tutto in bell'ordine per non suscitare le critiche dei dirimpettai? E il caldo e il freddo non saranno regolati in maniera sempre più dispendiosa, con buona pace del risparmio energetico? Sembra che improvvisamente il vetro, come il marmo, siano diventati una parola d'ordine tra gli architetti, e i recenti esempi come quello tragico della Bicocca milanese, stanno a testimoniare come l'abuso di questo materiale trasparente non sia certo una garanzia di buona riuscita. Per chi non si è ancora recato alla Nuova Fiera a Rho, la lunga copertura in vetro del camminamento centrale comporterà di certo costi di manutenzione importanti, anche in considerazione del nostro clima, con ripercussioni obbligate sulle spalle degli espositori che via via si alterneranno nelle manifestazioni. Il grande architetto brasiliano Oscar Niemeyer, del quale l'anno prossimo si celebrerà il centenario della nascita, sentenziò una volta ad un convegno di colleghi: «Non ho mai visto un'architettura di grande valore quando è nata, vive, e si fa bella, soprattutto attraverso forme insolite e materiali di moda».