Archiviato Visco, ma trasferimento illegittimo

Il gip Antonino Stipo archivia
l’inchiesta nei confronti del viceministro
dell’Economia, accusato di tentato abuso
d’ufficio e minacce a pubblico ufficiale: "Non ci fu dolo". Il legale di Speciale: "La motivazione dà
atto dei comportamenti illegittimi"

Roma - Il vicepresidente del gip di Roma, Antonino Stipo, ha archiviato la posizione del viceministro dell’Economia, Vincenzo Visco, in relazione alle presunte minacce esercitate nei confronti dell’allora comandante generale della Guardia di Finanza, Roberto Speciale, per il trasferimento di alcuni ufficiali delle Fiamme gialle.

L'archiviazione degli atti Per le presunte pressioni, il numero due di via XX Settembre era stato indagato per tentato abuso d’ufficio e minacce. A chiedere l’archiviazione del fascicolo processuale, sulla base del presupposto che non sussiste il dolo, erano stati il procuratore della Repubblica Giovanni Ferrara ed il sostituto Angelantonio Racanelli. I due magistrati avevano, infatti, censurato il comportamento del viceministro Visco ritenendo, tuttavia, l’insussistenza di fattispecie penalmente rilevanti. L’archiviazione degli atti decisa dal gip Stipo chiude definitivamente il caso. Precedentemente, il magistrato aveva respinto un’analoga richiesta di archiviazione ritenendo indispensabili ulteriori accertamenti. All’esito di questi la Procura ha riproposto l’archiviazione del procedimento contro il quale si era opposto Speciale, per il tramite del suo difensore Ugo Longo. I due avevano sollecitato l’emissione dell’imputazione coatta nei confronti del viceministro sulla base delle conseguenze patite da Speciale in seguito alle pressioni subite dal braccio destro di Padoa Schioppa.

La decisione del gip "La richiesta dei trasferimenti, indipendentemente dalla modalità con cui sia stata formulata, - spiega il gip - travalica, senza alcun dubbio, l’ambito dei poteri concessi al viceministro nei confronti del Comandante generale della guardia di finanza". Tuttavia Stipo non ha potuto configurare un "dolo intenzionale", necessario per la contestazione dell’abuso d’ufficio, per "l’inesistenza di un intento esclusivo di danneggiare gli ufficiali" delle Fiamme gialle. Il gip Stipo, in sostanza, riconosce che le norme escludono "qualsiasi ingerenza dell’autorità politica nella materia dei trasferimenti degli ufficiali della Guardia di Finanza", ma allo stesso tempo fa sue le conclusioni della procura nella parte in cui si afferma che viene meno il dolo intenzionale poichè lo stesso Visco fa riferimento alla "necessità di assicurare agli ufficiali trasferiti incarichi di loro gradimento compatibili con le esigenze di carattere personale". Le richieste di trasferimento degli ufficiali, alcuni dei quali impegnati nelle indagini sulle scalate bancarie, erano state motivate dal viceministro dell’Economia con lo scarso impegno degli stessi nel campo dell’evasione fiscale, non furono accolte da Speciale . Quanto al reato di minacce, nelle quattro pagine del decreto di archiviazione si legge che tale ipotesi di reato non si configura in quanto "nessun male specifico è stato rappresentato al generale Speciale". In particolare, non emergono le "non meglio identificare conseguenze per lo stesso Speciale di cui si sarebbe parlato nel corso di una accesa discussione verbale". Lo ripriova la telefonata tra Visco e Speciale del 17 luglio 2006, giorno successivo a quello della diffusione della notizia Ansa in cui si ipotizzava un collegamento tra la vicenda dei trasferimenti e l’affare Antonveneta-Bnl-Unipol. Il gip non esclude che Visco abbia "alluso non tanto a conseguenze direttamente destinate a coinvolgere il generale Speciale, ma alla gravità delle conseguenze latu sensu politiche, di cui il generale Speciale si sarebbe reso responsabile ostacolando l’operazione di trasferimento che il governo aveva a cuore". "Con conseguente inconfigurabilità del necessario collegamento tra male minacciato e dipendenza dello stesso dall’esercizio futuro della volontà dell’agente".

Il legale: "Visco esce a testa alta" "Con l’archiviazione del gip si chiude una vicenda che non avrebbe avuto alcuna ragione di essere portata all’attenzione della magistratura". L’avvocato Guido Calvi è soddisfatto perché dall'inchiesta "il viceministro Visco esce a testa alta" confermando "la linearità delle sue scelte" e "la grande efficacia del suo impegno nel contrasto all’evasione fiscale". "Pur non condividendo la decisione del giudice di archiviare - ha detto Ugo Longo, che assiste il generale Speciale - sono soddisfatto della motivazione in cui si dà atto dei comportamenti illegittimi posti in essere dal viceministro nei confronti di Speciale".