Arci Gay e Arcilesbica: «La sinistra s’impegni sui Pacs altrimenti non la votiamo»

Gli aderenti ad ArciGay e Arcilesbica chiedono alla politica di garantire alle coppie di fatto uno stato giuridico sul modello spagnolo, minacciando di non votare l'Unione se non verrà rivista la parte del programma dedicata ai Pacs (i Patti civili di solidarietà). L'annuncio è stato dato in un incontro promosso dal gruppo della Rosa nel pugno in Provincia, dalla presidente del circolo «Le ninfe»-Arcilesbica (una sessantina di socie), Ostilia Mulas. «Non daremo il nostro sostegno all'Unione se non sarà chiaro quali diritti ci riconoscono - ha spiegato Mulas -. Mentre la prima versione del programma dell'Unione prevedeva la garanzia di reciprocità di diritti e doveri, la versione attuale sembra il progetto di Ruini». Il responsabile politico di Arcygay Genova (1200 soci in Liguria), Massimo Vianello, ha precisato: «A ridosso delle elezioni informeremo i nostri soci sulle scelte dei partiti. Non indicheremo chi votare, ma chiederemo di votare con coscienza». Secondo Vianello, l'Unione nell'ultimo programma ha decurtato «la parte riguardante la possibilità di ereditare anche in mancanza di un testamento; la reversibilità della pensione; il permesso di soggiorno a un partner extracomunitario e la tutela in caso di separazione». Sabato, gay, lesbiche, transessuali e coppie di fatto liguri aderiranno alla manifestazione nazionale indetta a Roma sotto la sede dell'Unione. All’incontro sono intervenuti anche il vice presidente dello Sdi, Roberto Lucas e il consigliere provinciale Marco Fallabrini (Liguria Nuova), entrambi aderenti ora alla Rosa nel pugno.