Arcimboldi conteso da Scala e Dal Verme

Sono finiti i tempi in cui la gara era a chi parlava peggio degli Arcimboldi, cattedrale nel deserto, teatro mangiasoldi. Adesso privati, pubblico e fondazioni musicali si contendono la gestione del teatro della Bicocca. E il teatro Dal Verme (ovvero la fondazione Pomeriggi musicali che lo gestisce) si offre come alternativa alla Scala, tornata all’arrembaggio dopo che la scorsa stagione il sovrintendente, Stéphane Lissner, si era disimpegnato per dedicarsi a tempo pieno al Piermarini. «Non vogliamo che diventi una Scala di serie B» protestano dai Pomeriggi.
In fila anche David Zard, impresario di rockstar e produttore di spettacoli quali Dracula, e Gianmario Longoni, l’imprenditore teatrale esperto in musical alla guida di Smeraldo, Nazionale e Ciak. «Pensiamo a una società mista pubblico-privata, con il Comune che mantenga il suo ruolo» spiega l’assessore alla Cultura, Vittorio Sgarbi, aggiungendo che i contatti sono avviati non solo con Zard e Longoni ma anche con altri nomi dello spettacolo. «Il Comune pensa di condividere la gestione con più impresari tra i quali potrebbero esserci anche la Scala e i Pomeriggi».
I Pomeriggi chiedono di continuare a occuparsi di gestione e amministrazione. «Abbiamo riportato il teatro in vita, ripristinando impianto luci, audio, macchine di scena» rivendicano Massimo Collarini e Giuseppe Manzoni, presidente e amministratore delegato. Presentano il curriculum: «Siamo forti di un bilancio da anni in pareggio, dei risultati positivi del Dal Verme, pur non ricevendo grandi contributi dagli enti locali né dalle fondazioni bancarie».