«Arcimboldi, tra sette giorni la Fondazione»

Cda, il Comune prospetta una soluzione. Lissner: «Pronto il comitato tecnico»

La Scala non si occuperà più della gestione degli Arcimboldi, ma serve ancora tempo. Ancora «una settimana», secondo il sindaco e presidente della fondazione Scala, il cui Cda si è riunito ieri a Palazzo Marino, per definire una soluzione sulla gestione del teatro della Bicocca.
Per Albertini «è chiaro che la Scala non può e non vuole assumersi l'onere della gestione degli Arcimboldi». E occorreranno altri sette giorni, «per scrivere i documenti» necessari alla definizione di una nuova struttura di valutazione per la gestione del teatro. Il sovrintendente del teatro, Stephane Lissner ha fatto sapere che il comitato tecnico che redigerà la proposta di soluzione è stato costituito. Sarà composto, oltre che dallo stesso Lissner, anche dai membri del Cda, Vittorio Mincato e Paolo Sciumè.
Resta esclusa, comunque, «la possibilità che nella prossima stagione al teatro degli Arcimboldi non ci siano spettacoli e che le sue sale restino inutilizzate», come ha spiegato Albertini. Che ha precisato: «Non vogliamo che un teatro costato 45 milioni di euro rimanga chiuso. L'esigenza è però che la Fondazione Scala non sia aggravata da ulteriori costi amministrativi».
D’accordo che il teatro non debba chiudere, ovviamente anche Lissner. «Ma per trovare una soluzione tra Comune e Fondazione Scala c'è bisogno ancora di lavorare». Perché, ha spiegato il sovrintendente, «la Scala non può e non vuole oggi gestire direttamente gli Arcimboldi, ma vuole aiutare il Comune a cercare una soluzione, per la quale comunque non siamo ancora pronti».
Resta in attesa di vedere quale sarà la soluzione anche Bruno Cerri, segretario generale della Slc Cgil Milano - sindacato di categoria dei lavoratori dello spettacolo - «la Scala non deve essere caricata dell'onere della gestione degli Arcimboldi.