Arcimboldi, Zard porterà in scena l’opera popolare

Il super-manager rock pronto a gestire la sala: «Diventerà il centro della nuova produzione italiana»

Marta Bravi

Il vascello va alla deriva? Rischia di affondare? C’è un capitano pronto a salvarlo. Un piede sulla passerella, sta aspettando solo l’ok. Stiamo parlando di David Zard, storico produttore di concerti rock, 63 anni e 40 di brillante carriera, attualmente votato all’opera («Pia dei Tolomei» di Gianna Nannini, «Renzo e Lucia» di Michele Guardì per le musiche di Pippo Flora, «La Tosca» di Lucio Dalla, «Dracula, opera rock» della Pfm, e «Notre Dame de Paris» di Cocciante). Come già annunciato, infatti, David Zard sarebbe disposto a prendere in gestione il teatro degli Arcimboldi già dalla prossima stagione. L’unico ostacolo a quella che potrebbe essere la soluzione dell’ingombrante problema, la solita altrettanto ingombrante burocrazia. Per poter dare in gestione un teatro comunale, infatti, è necessario fare un gara d’appalto.
Cosa che Zard si rifiuta categoricamente di accettare. «Io non partecipo a gare - afferma secco il produttore libanese -. Se uno vuole Ronconi lo chiama, non gli chiede di partecipare a un bando. La stessa cosa vale per me. D’altra parte c’è qualcun altro che si è offerto di produrre due grandi opere inedite all’anno?». David Zard è perentorio, e altrettanto consapevole di quello che potrebbe fare per Milano. «Ho in mente grandi cose per gli Arcimboldi - annuncia entusiasta - voglio farli diventare il centro di produzione della nuova opera italiana. Voglio portare a Milano l’opera popolare, esattamente come era intesa nel 1800, cioè a vocazione popolare. In questo modo Milano raggiungerebbe un doppio primato: leader per l’opera classica con la Scala, e leader, con l’opera moderna, con il teatro degli Arcimboldi».
Insomma il teatro della Bicocca potrebbe diventare una Scala due, nel senso di centro di produzione di opere inedite e «rivisitate». Il produttore ha dichiarato anche la sua intenzione di riproporre i suoi ultimi successi, rivisti da altri registi. E ancora festival e rassegne internazionali. «Non si può fare degli Arcimboldi un contenitore di concerti, sia chiaro anch’io ho intenzione di organizzare dei concerti, che siano però eventi eccezionali che organizzerei in momenti «vuoti». I festival? festival internazionali di opere moderne, scelti e selezionati in tutto il mondo, un festival di balletto o di artisti di strada».
Zard è determinato: «Se il sindaco mi dà l’ok io a gennaio posso già annunciare la programmazione della stagione, dopodiché mi dedicherò alla comunicazione». Anche la comunicazione? Colui che, per primo, portò in Italia Bob Dylan (’82),i Rolling Stones (’82), Madonna e Michael Jackson, non si spaventa certo davanti a un po’ di promozione: «La mia idea è quella di mettere in rete tutti i teatri, il calendario delle mostre, i concerti, per creare una sorta di rivista o un sito con tutto ciò che succede in città. Milano non ha una grande caratterizzazione edile, quindi deve puntare alla cultura. Proprio per questo ho intenzione di partecipare a tutte le fiere del turismo per raccontare al mondo quello che accade a Milano e agli Arcimboldi, il secondo teatro d’Italia. D’altronde il secondo teatro d’Italia è facilmente raggiungibile da Genova, Torino, Mantova, dalla Svizzera, da tutto l’hinterland. Bisognerebbe potenziare i collegamenti». «Dice poco», «Se c’è la volontà politica si può fare tutto».
Insomma lei si candida per risolvere molti problemi...Mi piacerebbe essere ricordato per le cose belle che ho fatto e poi se prometto una cosa, dò sempre di più».