Gli Arcuri, i Fiorello, i Muccino: parenti di set

da Roma

Ciò che li unisce non sono solamente i cuori, ma anche il lavoro condiviso e, a volte, pure la capanna. A dispetto della cronaca, che spesso li vuole coltelli, i fratelli di mezza Italia vincono sui set, mentre i primi complimenti vanno a mamma Arcuri, Cornelia postmoderna, i cui gioielli, Manuela e Sergio, animano la drammatica fiction Io non dimentico (dal 5 gennaio 2008 su Canale 5, con la regia di Luciano Odorisio). Se amici e amori hanno deluso la Manu nazionale, ora nel video di Prince Somewhere here on earth quale beltà irraggiungibile, il fotogenico fratello, ufficiale dell’esercito laureato in ingegneria e militare in missione di pace, in Kosovo (nel 1999), è la sua roccia e vive insieme a lei. Stessi occhi, stesso sorriso conquistatore, stesso tetto e stessa miniserie. Un fratello è per sempre, del resto, come sanno Beppe e Rosario Fiorello, insieme nell’erigendo film di Giuseppe Tornatore, Baaria (in siciliano sta per Bagheria, città natale di Peppuccio), girato tra la Sicilia e la Tunisia. Per esigenze di copione, i Fiorello si son trovati in tempi diversi davanti alla macchina da presa, ma il piacere d’indossare gli stessi costumi d’epoca (tale coproduzione italo-francese va dagli anni Trenta ai Sessanta ed è ricco di suggestioni evocative, narrando l’infanzia del regista) li ha stretti ancor più nel dividere l’esperienza, insieme ai fratelli di terra sicula Nino Frassica, Enrico Lo Verso, Ficarra e Picone, Gabriele Lavia. E Catena, la ragazza Fiorello? Per ora scrive e magari a Natale regalerà Lei non sa chi è mio fratello!, divertente libro di Franco Bungaro e Vincenzo Jacomuzzi (Sei Editrice) dedicato a sorelle e fratelli di personaggi noti nella cronaca.
Ma una delle domande che tutti si pongono, quanto ai fratelli Paolo e Vittorio Taviani, quest’anno firmatari del film La masseria delle allodole, riguarda una questione non secondaria: chi dei due batterà il primo ciak? L’italica arte di arrangiarsi in famiglia nel mondo dello spettacolo è antica e risale a quando le prime compagnie di giro venivano messe in piedi tra le pareti domestiche, con i ruoli già assegnati tra consanguinei. Basti pensare al figlio naturale del grande Scarpetta, Eduardo De Filippo, che ai primi del Novecento organizzava simpatiche scenette casalinghe con i fratelli Titina e Peppino, riadattando vecchie tende per cucire gli abiti di scena, intanto che il pubblico pagava quel teatrino improvvisato con le figurine Liebig. Però dovranno sborsare veri euro gli spettatori dei fratelli Muccino, che hanno entrambi un film al banco di prova, l’anno venturo. Silvio, il più giovane, finora noto come attore di pellicole giovanilistiche (tipo: Che ne sarà di noi), è atteso al varco del debutto registico con Parlami d’amore, commedia sentimentale dal libro omonimo (scritto con Carla Vangelista) e in uscita il prossimo 14 febbraio, per San Valentino. Il più noto Gabriele, invece, è al lavoro, negli Usa, ancora con Will Smith protagonista d’una pellicola a sfondo drammatico. I Muccino s’industriano a dire che ognuno fa per sé, ma il manzoniano Conte di Carmagnola («siam fratelli: siam stretti ad un patto») dove lo mettiamo?