Ardea e Pomezia chiedono un prolungamento fino al Litorale

Nasce il comitato cittadino Ardea-Pomezia per chiedere il prolungamento della linea metropolitana B di Roma fino alle due città del litorale. Una simile opera «snellirebbe notevolmente il traffico sulla Pontina - fanno sapere dall’associazione - eviterebbe incidenti e garantirebbe risparmio energetico». La metro fino ad Ardea, inoltre, «sarebbe usata con parcheggi di scambio anche dagli abitanti di Aprilia, Anzio, Nettuno e dei quartieri dei Castelli Romani a ridosso della Nettunense».
«La questione della mobilità sul litorale romano è fondamentale e di primaria importanza. La petizione dei cittadini di Pomezia e Ardea per il prolungamento della linea metropolitana B va nella direzione giusta già tracciata dai due comuni, con la firma di un protocollo d’intesa nel gennaio 2007, per fare in modo che la metro arrivi fino al litorale romano - afferma il sindaco di Ardea Carlo Eufemi-. Anche il sindaco di Pomezia, Enrico De Fusco, si è più volte espresso a favore della metropolitana e della mobilità su rotaia». «Apprezziamo il lavoro del comitato civico - aggiunge Eufemi - e lo invito a mettersi in contatto con la mia segreteria per fissare un incontro. È essenziale che dalle parole si passi ai fatti. Dopo l’impegno dei comuni di Pomezia e Ardea c’è bisogno di un maggior sostegno da regione Lazio, provincia di Roma, ministero delle infrastrutture, per coprire finanziariamente e tecnicamente il progetto che migliorerebbe notevolmente la viabilità nel Lazio sud». «Sull’autostrada a pagamento Roma-Latina abbiamo sollevato diverse perplessità - continua Eufemi - anche perché la politica del trasporto su ferro proposta dalla regione non ci ha convinto per nulla. Pensare di definire la mobilità del territorio potenziando solo la ferrovia Roma-Nettuno non basta».
E sempre in tema di mobilità Fabio Sabbatani Schiuma, coordinatore regionale del Movimento per l’Italia propone che «le corsie preferenziali, fuori dal centro storico, possano essere rese transitabili nelle ore notturne, mentre si potrebbe inasprire la vigilanza durante il giorno per preservarne la scorrevolezza, fondamentale per il trasporto pubblico». «Questa scelta - aggiunge - potrebbe riguardare anche le cosìdette ore morbide del giorno, eccetto sempre il centro storico».