Area banca, i sospetti di Kroll sulle mosse di Fazio e Fiorani

Claudia Passa

da Roma

In un’indagine segreta della «Kroll», colosso delle investigazioni economico-finanziarie, spuntano i nomi del governatore di Bankitalia, Antonio Fazio, e dell’amministratore delegato della Bpi, Gianpiero Fiorani. I report della società americana famosa per aver dato la caccia ai tesori degli ex dittatori (Marcos, l’haitiano «Baby Doc» Duvalier, Ceausescu, Saddam) per aver indagato sul caso Calvi, sugli scandali Bnl-Atlanta, Enron, Parmalat e Brasil Telecom, raccontano la storia di «Banca Area», del suo contenzioso con l’allora Banca Popolare di Lodi, e di una partita a scacchi politico-finanziaria che - secondo alcune «gole profonde» in contatto con gli investigatori privati - avrebbe puntato a Silvio Berlusconi.
Siamo nella primavera del 2004, e la tedesca «Aareal Bank AG» bussa alla porta dell’agenzia privata per sapere tutto dell’istituto milanese fondato da Federico Tralli, già manager di Programma Italia (poi Mediolanum) per valutare l’opportunità di fare business assieme. La risposta degli 007 è contenuta in un dossier assemblato sulla base di informazioni che raccontano il retroscena della causa legale intrapresa dalla Bipielle di Fiorani contro «Area» e il suo fondatore Federico Tralli nel quale si chiama in causa Fazio e il suo braccio di ferro con l’allora ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, in seguito ai crac dei colossi finanziari italiani.
Nello scandagliare la situazione di «Area Banca» i detective della Kroll si soffermano sui contenziosi giudiziari che vedevano coinvolta la Spa fondata nel gennaio ’95, già sponsor del Bologna calcio, e dall’anno scorso incorporata nell’istituto di credito di Gianpiero Fiorani.
Vediamo dunque cosa scrivevano gli analisti della società d’investigazioni: «Fonti ben informate riferiscono che “Banca Area spa” è al momento sotto inchiesta sia dalla Banca d’Italia che dalla Consob. Anche se Area non è quotata in borsa, ha l’autorizzazione per commerciare obbligazioni, e questo la pone sotto il controllo della Consob. Le fonti riferiscono che le indagini sono iniziate due o tre mesi fa (il dossier è datato 7 aprile 2004, ndr), anche se le ragioni per l’avvio non sono chiare. Comunque, ciò che i nostri informatori hanno detto è che sia la Banca d’Italia che la Consob stanno focalizzando le loro indagini specificamente sull’attività di Banca Area spa, piuttosto che sul resto del gruppo. Non è chiaro se Bankitalia e Consob stanno indagando congiuntamente sulla stessa questione o se stanno lavorando a questioni differenti».
L’altro contenzioso su cui la Kroll focalizza la sua attenzione è quello che vede contrapposto il gruppo di Tralli alla Banca popolare di Lodi. «L’origine della causa giudiziaria, avviata da Bipielle nell’ottobre 2003 e giudicata in loro favore nel gennaio 2004 - riportano gli 007 - era un accordo per la cessione di un credito che, secondo Bipielle, le avrebbe permesso di diventare azionista di Area spa. Questa tesi fu rifiutata da Federico Tralli e il managment di Area spa, che invece la annunciarono come una “scalata ostile”». A questo punto, il documento ripercorre l’evolversi della situazione a partire dai tardi anni ’90, fino a focalizzare i rapporti con Banca Intesa che nel luglio 2003 cedette a Bipielle i crediti che vantava nei confronti di Tralli. Da qui il braccio di ferro, la causa, e «la sentenza favorevole a Bipielle del 15.1.2004 dal collegio del tribunale di Milano presieduto dal giudice (...) col quale - continuano gli operatori della Kroll - è stato stabilito un contatto e un incontro dovrebbe essere presto combinato per capire i termini della sua decisione».
Qualche mese dopo sarebbe arrivata la fusione, quindi l’accordo per un’istanza congiunta alla magistratura per l’assegnazione delle azioni Area a Bipielle. Ma questo la società d’investigazioni americana non poteva saperlo, e ai suoi clienti riferiva che un informatore vicino alle vicende Areabanc/Tralli riteneva che l’intervento di Bipielle potesse essere interpretato come “la parte di un piano per rimuovere Tralli dal settore bancario”. I contatti della nostra fonte, che comprendono dirigenti nel settore bancario, credono che “il ruolo giocato da Bipielle potrebbe essere nato dall’intervento di Antonio Fazio, governatore della Banca d’Italia. Fazio, come banchiere centrale italiano, ha recentemente attraversato molti problemi a causa di una serie di scandali finanziari, che hanno coinvolto alcune delle più grandi società italiane: Cirio, Giacomelli e Parmalat. Ognuna di queste società era aiutata e consigliata dalle maggiori banche italiane (...)».
La gola profonda non si ferma qua. «Fazio potrebbe infatti aver chiesto il supporto del gruppo Bipielle - guidato dal finanziere Gianpiero Fiorani - per rimuovere Tralli, un giocatore indipendente che forse stava rischiando troppo nel settore». Sempre nell’aprile 2004, Kroll mette nero su bianco ulteriori considerazioni: «Fazio è attualmente coinvolto in una disputa politica con Tremonti, ministro dell’Economia nel governo Berlusconi. Poiché Tralli in passato era vicino alla famiglia Berlusconi, la fonte crede possibile, di conseguenza, che l’operato di Bipielle potrebbe essere interpretato come “una parte di una più grande battaglia contro Silvio Berlusconi”...».
gianmarco.chiocci@ilgiornale.it