Area C, affari in calo del 50%Batosta per i commercianti: il loro ticket costa 10 milioni

Per 7mila esercizi pubblici è un tracollo. L’Unione del commercio: "La media è del 15%. Non ne valeva la pena". <a href="/milano/unauto_tre_sta_fuori_centro_ma_smog_e_livelli_demergenza/22-01-2012/articolo-id=568243-page=0-comments=1" target="_blank"><strong>E lo smog resta a livelli di emergenza</strong></a>

Il Comune festeggia anche il primo record di Area C. Venerdì gli ingressi in centro sono stati addirittura il 40,7 per cento in meno rispetto alla media della settimana precedente. Significa circa 49.700 auto che non hanno superato i confini della ztl, evitando di pagare i cinque euro di ticket. Anche i commercianti tirano il primo bilancio. E il conto degli incassi per i settemila negozi e bar all’interno della Cerchia dei Bastioni ha il segno meno davanti e si aggirerebbe intorno ai dieci milioni di euro. «In media gli affari sono diminuiti del 15 per cento» riferisce il rappresentante dell’Unione del commercio Giorgio Montingelli. Ha passato una mattinata al telefono a raccogliere le proteste dei negozianti. Dal ristorante di via Meravigli che è rimasto semivuoto tutta la settimana («anche il via vai alla sede della Camera di commercio è calato») ai negozi di via Dante. «Aspettiamo a trarre conclusioni ma temo che molti si troveranno ad alzare i prezzi». Anche perché «i commercianti pagano anche il ticket per entrare. Se restassero sempre aperti come vorrebbe il governo Monti, e per fortuna nel weekend le telecamere sono spente, dovrebbero spendere circa 1.300 euro all’anno per l’Area C. E i commessi, i cuochi, le cameriere? Se non hanno orari compatibili con il servizio di trasporto pubblico è ovvio che batteranno cassa al titolare».
Sembra una cifra esorbitante quella del calo. Ma ponendo una media di 700mila euro anni di incasso per i settemila esercizi del centro, il calo del 10-15 per cento si aggira proprio tra i nove-dieci milioni di euro. Nella prima settimana in cui si è respirato un clima da domenica a piedi quasi tutti i giorni, hanno «retto» le boutique e i grandi magazzini dell’isola pedonale (già «solo» del 10 per cento), dal Castello a via Dante, corso Vittorio Emanuele, la Galleria. Ma «è merito dei turisti» precisa Montingelli, e forse i saldi invernali, seppure indietro del dieci per cento, favoriscono in parte le vendite. «Bisognerà fare un esame approfondito da marzo con le nuove collezioni» avverte.
Ma il grido d’allarme arriva dall’associazione che riunisce 112 attività tra Solferino, Brera, Pontaccio, Garibaldi. «Gli affari sono calati anche del 50% - riferisce la portavoce Rosella Brambilla -, è incredibile che un vecchio comunista come Pisapia abbia voluto trasformare il centro in un ghetto per ricchi, è folle». Domani l’associazione invierà una circolare per invitare i negozianti («lo faranno quasi tutti») ad offrire gratis il ticket a chi supera i 50 euro di spesa. L’idea potrebbe essere copiata anche da via Dante. «Non pensavamo di registrare danni così gravi, molti rischieranno di lasciare a casa i commessi in esubero, l’Area C è in ginocchio» avverte Rosella Brambilla. Brera, dove questa settimana l’orario dell’aperitivo in un quartiere dove tradizionalmente inizia prima (e le telecamere si spengono solo dopo le 19.30) hanno avuto i tavolini deserti. Altro che happy hour. Tra le strade che denunciano il tracollo peggiore con l’avvio del ticket: corso di Porta Romana (nel tratto ce rientra nella Cerchia), corso Italia, corso Magenta, tutta la zona intorno a corso Venezia, i locali di via Meravigli, l’area tra corso Europa e piazza Diaz.
Per i primi cinque giorni si registra una media di -36,9% di ingressi nella ztl, ma il pm10 è off limits da undici giorni consecutivi, compreso quello registrato dall’Arpa alla centralina di via Senato, piena Area C. «É evidente che il referendum parlava di finalità ambientale, se non ha neanche effetto sullo smog - protesta l’Unione del commercio - il calo del traffico non vale il danno al Pil della città che un provvedimento del genere può provocare».