Area C, mazzata per l’economia: «A rischio 500 posti di lavoro»

IL PASTICCIO DEL SUPERECOPASS L’Unione del commercio ha valutato l’impatto delle nuove regole sulle aziende del centro. Allarme per i 60 posteggi nella Cerchia

Gli sos vengono lanciati da inizio gennaio. É bastato montare i muovi cartelli dell’Area C: «I pendolari forse hanno pensato che il provvedimento fosse già scattato», morale i negozianti e gli esercizi del centro storico «stanno già denunciando il calo degli scontrini». Colpa anche della crisi, ovvio: i saldi in corso sono «indietro» del 15-20% rispetto a un anno fa avverte Giorgio Montingelli, rappresentante dell’Unione del commercio e presidente di AscoDante. Ma con l’avvicinarsi del 16, quando entrare nella Cerchia dei Bastioni costerà cinque euro al giorno, cresce il timore di commercianti, bar e ristoranti per il mix tra recessione dei consumi e una tassa aggiuntiva per i cittadini. «Ci tocca fare un calcolo del rischio sull’occupazione ed è preoccupante» ammette. La stima del calo di affari legato al ticket «si aggira intorno al 5 per cento, equivale a 500 posti di lavoro che “ballano” in centro». Sostiene che la stangata sul traffico agirà almeno all’inizio anche psicologicamente sui milanesi, «preferiranno andare nei centri commerciali piuttosto che pagare 5 euro in più sugli acquisti in zona 1». Secondo nodo: non ci vorrà molto perché i dipendenti di pizzerie, bar, ristoranti, battano cassa ai titolari se finiscono in orari di lavoro non serviti dai mezzi. «Chi lavora in centro dodici ore al giorno ha meno diritti di un residente?» provoca Mongingelli. Con gli affari in calo e la prospettiva di ritrattare gli stipendi, «chi ha manodopera part-time o personale in surplus ne farà presto a meno». Definisce la giunta Pisapia «dilettanti allo sbaraglio», se «inizieranno a chiudere attività in centro nelle vie più nascoste dal passaggio pedonale, da San Maurilio a Camperio o Giulini, forse trarranno le conseguenze di un intervento sbagliato e correranno ai ripari». Ma poiché oggi alle 15 viene istituito il tavolo di monitoraggio sugli effetti di Area C (composto dagli assessori e 14 sigle economiche, dai rappresentanti dell’industria ad artigiani, commercio, Poste, grande distribuzione) domanda che qualche correzione arrivi prima che la situazione degeneri: «La cabina di regia deve tenere sotto controllo anche il fattore occupazione, entro due mesi corregga il tiro per salvare le attività del centro».
Un settore ha lanciato l’allarme prima degli altri, perchè già da dicembre ha visto il calo drastico degli abbonamenti annuali: le autorimesse. Il parcheggio sotterraneo di via Aurispa per dire ha registrato il 70% dei contratti in meno e rischia di licenziare tre addetti. Su 150 silos in città, ben sessanta - il 40% del totale - si trovano dentro la Cerchia dei Bastioni e offrono 11mila posti auto. La perdita stimata degli affari con Area C, quantificata dall’Associazione provinciale autorimesse-Confcommercio, è del 40%. «Ogni auto in garage è tolta dalla strada, intanto è bene cogliere il beneficio per la città - sottolinea Simponpaolo Buongiardino dell’Unione del commercio -. Cerchiamo una soluzione, o gestori sono disposti a stabilire pacchetti, tariffe convenzionate più basse per chi posteggia 4 ore che comprendano il costo del ticket, comunicando le targhe al Comune giorno per giorno». E immagina «la processione di auto, il caos da lunedì nelle strade intorno alla Cerchia. Penso che se si votasse oggi al referendum trionferebbe il no».