Area ex Innse, via alla riqualificazione ma la fabbrica continuerà a produrre

L'accordo di programma firmato in prefettura è stato cambiato in modo che l'azienda salvata dalla chiusura possa mantenere l'attività. Accanto allo stabilimento ci saranno un parco da 300mila metri quadri, edilizia residenziale, scuola e campi sportivi.

Si chiude un capitolo e può essere finalmente restituita ai milanesi l'area della ex Innse. Con l'accordo di programma siglato in prefettura tra Regione, Comune, i rappresentanti del gruppo Camozzi spa e della Aedes parte la riqualificazione dei terreni situati tra le vie Rubattino, Pitteri e via Caduti delle Marcinelle. L'accordo è stato cambiato in modo che l'azienda salvata dalla chiusura dopo una lunga lotta degli operai possa continuare l'attività industriale e potenziare in futuro l'occupazione, nel rispetto delle esigenze di qualità ambientale dell'area. Verrà contestualmente completato la trasformazione dell'area con l'ampliamento del parco, la creazione di un boulevard alberato, la previsione di servizi per il quartiere come scuole e attrezzature sportive, sarà realizzata edilizia residenziale con significative quote di alloggi convenzionati (per 17.500 metri quadrati) e a canone agevolato (7.500 metri quadri). La sistemazione del parco di oltre 300mila metri quadri, costituito da un insieme di aree a verde tra loro funzionalmente collegate, consentirà un corretto inserimento ambientale dello stabilimento Innse, valorizzato dalla ristrutturazione del Palazzo di Cristallo.
Ora, ha commentato il vicesindaco Riccardo De Corato, «mi auguro che la Aedes provveda al più presto all'abbattimento dei capannoni ex Maserati che in passato sono stati meta dei rom abusivi. Anche perché con la bella stagione potrebbero verificarsi nuove intrusioni che vanno impedite». Che ricorda lo smantellamento della baraccopoli di via Rubattino, occupata da 200 rom, avvenuto lo scorso settembre. Solo un mese prima, il 27 agosto, grazie alla polizia locale tre rom furono salvate da un rapimento e una minorenne dalla violenza sessuale commessi da un giovane connazionale diciannovenne che viveva nell'area ex Innse e che poi è stato arrestato. Dopo lo sgombero dell'area, sottolinea De Corato, agenti e militari «sono stati ripetutamente impegnati a sorvegliare l'area costituita da ben 400 mila metri quadri. Ora con la firma in Prefettura degli accordi sulla riqualificazione siamo a un passo dalla definitiva chiusura del capitolo. Tocca alla Aedes mettere il punto».