Area Falk, sgombero e accuse: «Clandestini via prima del blitz»

De Corato: «Ne mancano 200 all’appello». Già rimpatriati 71 irregolari

Silvia Villani

«Sicurezza e legalità». Queste le parole che hanno fatto da collante alla maxi operazione condotta ieri mattina dalle forze dell’ordine per contrastare l'immigrazione clandestina. Circa 200 gli uomini che, alle prime luci dell'alba, si sono dati appuntamento nell'ex area Falck di Sesto San Giovanni, all'ex ovocultura di Cinisello Balsamo, nel campo nomadi di via San Dionigi (zona Corvetto) e nelle vicinanze della stazione Centrale. Oltre 140 i rom controllati (tutti adulti) tra i quali 71 clandestini che sono stati rimpatriati in tarda serata con un volo messo a disposizione dal governo romeno e decollato alle 20 dall'aeroporto di Verona Villafranca mentre la posizione di un’altra settantina di romeni, grazie anche alla disponibilità di ben sei giudici di pace e di vari interpreti, era ancora al vaglio nella serata di ieri all’ufficio immigrazione.
Ieri mattina erano da poco passate le 5 quando l'operazione più vasta, quella all'interno delle aree ex Falck-Decapaggio a Sesto, ha preso il via. All'interno di quello che negli anni del boom economico era uno dei principali poli siderurgici del Paese, in mezzo a sterpaglie ed edifici in parte diroccati, un centinaio tra donne bambini e uomini. L'ingresso delle forze dell'ordine, d'altra parte, era stato ampiamente annunciato. Nei giorni scorsi, infatti, erano stati montati alcuni fari che illuminavano a giorno la zona. Un particolare che ha insospettito molti occupanti abusivi che hanno preferito abbandonare le baracche.
«Abbiamo partecipato all'intervento - ha commentato il sindaco di Sesto Giorgio Oldrini - con la croce Rossa e con i nostri servizi sociali, oltre che con la polizia locale. Finora ad accettare il nostro aiuto umanitario sono state quattro famiglie».
Parole che non sembrano essere riuscite a placare lo «scontro» con il presidente della Casa della Carità, don Virginio Colmegna che, nei giorni scorsi, aveva sollevato il problema della destinazione dei rumeni da sgomberare nelle aree ex Falck proponendo la costruzione di campi nomadi.
«C'è stato un notevole utilizzo di uomini - ha invece sottolineato il questore Paolo Scarpis -. Queste sono operazioni delicate proprio perché devono essere fatte nel pieno rispetto dell'attuale normativa e non sono a costo zero perché richiedono l'utilizzo di personale come i giudici di pace e gli interpreti».
A fine giornata, ai fermati nell'ex area Falck sono andati ad aggiungersi anche 21 clandestini che avevano trovato rifugio presso l'ex Ovocultura, 15 irregolari che dormivano nelle vicinanze della stazione Centrale e 14 persone bloccate in via San Dionigi.
Secco il commento del vicesindaco milanese Riccardo De Corato: «Il problema sono i clandestini. Lo sgombero dell'area Falck era annunciato e non mi sembra sia stato molto efficace. Erano stati avvertiti 48 ore prima, sarebbe stato meglio che la notizia non fosse trapelata. Tanto è vero che ne sono stati trovati solo 117, quando le stime parlavano di almeno 300. Molti saranno andati in Triboniano. Prefettura e questura hanno valutato lo sgombero di un'area che dava diversi problemi, ma è stato fatto su suggerimento del sindaco di Sesto. Quando siamo noi a chiedere uno sgombero il centrosinistra polemizza, mentre se lo chiede il sindaco di Sesto nessuno dice nulla».