Aree dismesse e incendi a Sesto il caso è politico

Il centrodestra: «Giunte rosse troppo tolleranti con i nomadi»

Silvia Villani

Nei giorni scorsi polizia e carabinieri avevano lanciato l'allarme: il freddo siberiano che continua ad abbattersi sulla nostra regione avrebbe potuto essere fatale per zingari e senza fissa dimora. Così a meno di quindici giorni di distanza dall'ultimo incendio nel quale aveva perso la vita una donna di 53 anni, ieri sera, sempre all'interno delle ex aree industriali di Sesto San Giovanni, l'ennesimo incidente. Questa volta, però, nelle baracche che hanno preso fuoco andando completamente distrutte fortunatamente non c'era nessuno.
Nel centrodestra dei comuni a nord di Milano, intanto, è montata la protesta. Nel mirino dei consiglieri della Cdl, gli abusivi che vivono nelle aree dismesse spesso «tollerati dalle amministrazioni di centrosinistra». All'interno dell'ex ovocultura a Cinisello, ad esempio, alcuni romeni per riscaldarsi hanno utilizzato vecchi documenti conservati nelle storiche ville. Nel campo nomadi al confine con Nova, invece, poche settimane fa sono bruciate tre roulotte mentre a Sesto San Giovanni una donna si è ustionata mentre stava preparando la cena con una bombola a gas.
Ad essere tenute sotto controllo a Cinisello anche le aree di via Guicciardini e via Partigiani dove ci sono vecchie fabbriche sorte negli anni Settanta lungo viale Brianza dove sono stati trovati una decina di uomini. Alcuni di loro sembra «abitassero» nella ex fabbrica di colla Cipro che la polizia ha già sgomberato due volte dall'inizio dell'anno. A essere controllati anche i capannoni delle ex aree Falck e Marelli a Sesto San Giovanni, dove ogni giorno trovano riparo decine di rom. Nelle vecchie vasche scolmatrici, alcuni avevano costruito veri e propri appartamenti allacciandosi abusivamente alla corrente. Situazioni estremamente pericolose che, secondo polizia e carabinieri, rischiano di esplodere tramutandosi in tragedie.