Aree Falck, Rossi superconsulente

Sorveglierà il progetto di riqualificazione

Guido Rossi, già commissario straordinario Figc dopo lo scandalo calciopoli, scende nuovamente in campo e diventa consulente del comune di Sesto San Giovanni: 50mila euro per un anno per occuparsi dell'aspetto economico e finanziario del progetto di Renzo Piano per la riqualificazione delle aree ex Falck di proprietà del Gruppo Zunino. «Per un'operazione di svariati milioni di euro - ha detto il sindaco di Sesto San Giovanni, Giorgio Oldrini - serviva una competenza specifica alta. Per questo abbiamo chiesto a Guido Rossi di valutare la congruità del progetto, i costi di gestione e gli oneri di urbanizzazione». L'area interessata dalla riqualificazione è infatti molto estesa. Oltre un milione di metri quadrati un tempo occupati dalle acciaierie, ospiteranno infatti, secondo il progetto firmato dall'architetto genovese, «case alte», edifici cioè che non toccano terra, grattacieli con giardini al posto dei tetti, la nuova stazione ferroviaria, un palazzetto del ghiaccio, una biblioteca con annesso auditorium, un mercato coperto e scuole civiche. Proposta anche la realizzazione di un museo di arte contemporanea.
Il progetto è stato già presentato ai sestesi durante dieci incontri nei quali sono stati ascoltati anche i pareri dei cittadini che hanno però ribadito un chiaro no alla presenza di centri commerciali a Sesto San Giovanni. «Il progetto però è ancora in progress», ha detto Guido Rossi che lo ha paragonato a un ritorno al giardino dell'Eden lontano da criminalità, inquinamento e isolamento. «Ho deciso di accettare l'incarico - ha concluso l'ex commissario straordinario Figc - perché mi sono innamorato del progetto. Si salvaguarda da una parte il dovere della memoria dall'altra Sesto si fa portatrice di una soluzione innovativa ed esemplare». Pronto il commento di Giuseppe Pasini, candidato sindaco di Forza Italia, An e Udc: «Il progetto per la riqualificazione delle aree Falck negli ultimi mesi ha subito una improvvisa accelerazione divenendo uno strumento di campagna elettorale. I cittadini di Sesto vengono così a pagare con le proprie tasse sia la campagna elettorale di Oldrini che l'onorario di Guido Rossi».