Aree gratis ai privati per 3.400 nuovi alloggi

«Mai più quartieri ghetto». Il Comune annuncia la rivoluzione, che scatta con due bandi pubblici presentati ieri. Obiettivo: creare quasi 3.400 nuovi alloggi dove vivranno fianco a fianco ceti medi e famiglie in difficoltà. Palazzo Marino chiede ai privati di raccogliere la sfida: a loro offre gratis per trent’anni 11 aree (per 310.600 metri quadrati), in cambio dovranno costruire - e gestire - un mix di appartamenti a canone sociale, moderato e convenzionato, accanto ad una quota da vendere a prezzo moderato. Per chi acquista, assicura l’assessore all’Urbanistica Carlo Masseroli, «la spesa non supererà 1.800 euro al metro quadrato». La formula si chiama housing sociale, destinato a chi non può pagare affitti a prezzo di mercato (come le famiglie numerose, con portatori di handicap, single con figli piccoli, giovani coppie) o a chi vive temporaneamente in città, come studenti, lavoratori temporanei o forze dell’ordine. Il primo bando, aperto solo agli operatori di finanza etica, scade il 31 ottobre e mette a disposizione tre aree, in via Ferrari, via Cenni e via Rasario. Il 20% dei 580 alloggi dovrà essere affittato a canone sociale, l’80% a canone calmierato e convenzionato. Per aggiudicarsi le altre otto c’è tempo fino al 31 dicembre, e la gara è aperta a tutti gli immobiliari. Le aree: Chiesa Rossa, Ponte Lambro, via Voltri, Tre Castelli, Fratelli Zoia, Merezzate, Rizzoli e Idro. In questo caso, dovrà essere affittato a canone calmierato almeno il 25% dei 2.800 appartamenti, il resto potrà essere venduto a prezzi convenzionati, ma chi offre più alloggi in affitto avrà un punteggio superiore. L’intervento è confinanziato dalla Regione con 30 milioni di euro, per buoni affitto a chi non può permettersi il canone. Con 20 milioni invece Palazzo Marino creerà un fondo per le banche disposte ad aprire mutui a prezzi agevolati.
«Oggi il mercato immobiliare è in una fase di contrazione - afferma Masseroli - i privati sono pronti a investire su progetti di edilizia convenzionata, sapendo di avere un ritorno più basso ma con la certezza di vendere o affittare ciò che realizzano. Non faremo più case per i poveri che non siamo in grado di gestire e diventano ghetti». Chiusi i bandi, in un mese saranno scelti i vincitori, poi i passaggi in giunta e consiglio. Da settembre 2009 verranno aperti i cantieri, per circa due anni.