Aree metropolitane: quali i confini esatti?

Il canone dei contratti di locazione di natura transitoria è libero, a meno che essi non riguardino immobili "ricadenti nelle aree metropolitane di Roma, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Torino, Bari, Palermo e Catania, nei comuni con esse confinanti e negli altri comuni capoluoghi di provincia" (ove i canoni sono allora definiti dalle parti contraenti all'interno dei valori minimi e massimi stabiliti per le aree omogenee dagli Accordi territoriali Confedilizia/sindacati inquilini o - in mancanza - secondo i criteri dell'apposito Decreto ministeriale sostitutivo).
Quali sono, però, i confini esatti delle "aree metropolitane" in questione? Il D. Lgs. 18.8.2000, n. 267 (T.U. dell'ordinamento degli enti locali), prevede (art. 22, comma 1): "Sono considerate aree metropolitane le zone comprendenti i comuni di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari, Napoli e gli altri comuni i cui insediamenti abbiano con essi rapporti di stretta integrazione territoriale e in ordine alle attività economiche, ai servizi essenziali alla vita sociale, nonché alle relazioni culturali e alle caratteristiche territoriali".
Per quanto concerne la delimitazione territoriale delle aree metropolitane, il comma 2 della stessa norma stabilisce che la Regione proceda "su conforme proposta degli enti locali interessati", con possibile intervento sostitutivo del governo.
La situazione è ad oggi questa. La delimitazione territoriale delle aree metropolitane non è stata effettuata per Torino, Milano, Roma, Bari e Napoli (per cui si deve ritenere che il riferimento sia ai soli comuni maggiori come sopra citati e ai comuni con essi confinanti). Per Venezia, Genova, Bologna e Firenze, le rispettive Regioni hanno invece provveduto all'individuazione delle aree in questione: i comuni ricadenti nelle stesse sono elencati in un apposito documento in argomento consultabile sul sito della proprietà immobiliare (www.confedilizia.it). Quanto alla Sicilia, la Regione ha provveduto all'individuazione di tre aree (Palermo, Catania e Messina), ma - ai nostri fini, e per quanto testualmente dispone l'apposito Decreto ministeriale - devono essere considerate solo le prime due: anche per queste, i comuni interessati sono consultabili sul sito Internet anzidetto.
* presidente Confedilizia