«In aree pubbliche creiamo immobili a portata di tutti»

L’allarme di Assoedilizia: 60mila famiglie lombarde non riescono a pagare l’affitto

Gianandrea Zagato

«Basta con l’applicazione della legge 167: quando si costruisce su aree pubbliche bisogna dotarle di servizi e insieme all’edilizia sociale affiancarci quella convenzionata». Giampiero Borghini affronta il tema abitativo «giocando il pubblico come se fosse il privato».
Soluzione che per l’assessore regionale delegato alle Politiche edilizie è la risposta a una domanda concreta, quella che vuole il mercato immobiliare alla portata di tutti. Risposta che coinvolge l’asse della Martesana, la zona Nord Ovest di Milano e le aree di cintura del Parco Sud ovvero «“Milano quattro” o, ancora meglio, un’edilizia di “quarta generazione” fatta con un mix sociale dove i canoni sociali e moderati convivono con quelli di mercato». Progetto ad uso e consumo «delle giovani coppie, dei lavoratori in trasferta, degli studenti e delle famiglie separate: insomma, di chi per reddito non può accedere al canone sociale ma ha necessità però di un canone moderato, direi sostenibile».
Virgolettato che si traduce, ad esempio, nella valorizzazione dell’asse della Martesana, dove «ventiquattro Comuni, Gorgonzola capofila, stanno già operando sotto la supervisione della Regione per dare corpo e sostanza a quell’edilizia “virtuosa” che sfrutta gli strumenti urbanistici e non crea più ghetti». Impresa possibile, spiega Borghini, non solo sull’asse della Martesana - dove Politecnico, Policlinico e Comune di Milano posseggono aree edificabili - ma anche attorno a Muggiano, «con 2 milioni di metri quadri del Comune e 600mila dello Stato a disposizione».
Numeri che Assoedilizia accompagna con altri dati, quelli di 4mila famiglie che vivono in baracche o alloggi abusivi e 60mila famiglie lombarde che non riescono a pagare l’affitto. Dati che, secondo Borghini, «sono frutto di un calcolo senza troppi distinguo tra chi vive in baracca e chi occupa illegalmente un alloggio» ma, comunque, avverte l’assessore «la Regione ha già fatto partire i contributi al pagamento dell’affitto per 57mila famiglie lombarde: qualcosa come 66 milioni di euro - di cui 46 dello Stato - contro i 53 milioni del 2004». Come dire: uno sforzo per compensare quella riduzione del contributo del governo al Fondo sostegno affitti. Che a Milano e in Lombardia va di pari passo con la volontà politica di intervenire per valorizzare aree pubbliche non per costruirvi dormitori bensì quartieri appetibili per il mercato e, quindi, anche vivibili.