Arenzano, in biblioteca meglio i cani del Giornale

(...) Purché non si parli di politica. Lì i gusti diventano determinanti e dicono che Il Giornale nella biblioteca comunale non deve entrare. Nonostante l'ordine del giorno presentato martedì dal consigliere di minoranza Giuseppe Mina (Lista Biasotti) al consiglio comunale per «intervenire presso il consiglio della biblioteca comunale affinché il Giornale sia inserito negli abbonamenti». Una richiesta che giunge dopo il no opposto dalla biblioteca e che il consiglio di ieri ha ribadito ponendo definitivamente off limits la nostra testata. Il motivo? Il giornale è un quotidiano politico. Anzi di partito, secondo il sindaco Luigi Gambino (Pd) che come prova fa riferimento a un imprecisato sito internet «che inserisce il giornale tra i quotidiani politici come il manifesto, l'Unità, il Foglio». Tocca al consigliere leghista Paolo Cenedesi cercare di fare un po' di chiarezza spiegando al sindaco che «un sito internet non è la Bibbia. La stampa neutra non esiste. Ci sono giornali più istituzionali, giornali con un preciso orientamento politico e veri e propri giornali di partito. Non bisogna fare confusione perché il Giornale ha innegabilmente un orientamento politico, così come ce l'ha la Repubblica di proprietà della famiglia De Benedetti, ma non è l'organo di alcun partito politico», avverte Cenedesi che non manca di estendere la querelle ai libri di lettura presenti nella biblioteca di Arenzano. Come mai, chiede il leghista, in biblioteca ci sono tutti i libri di Walter Veltroni, di Romano Prodi e di Adriano Sofri, ma non c'è un libro di centrodestra? Argomentazioni che non fanno breccia sulla maggioranza. «Il giornale entrerà in biblioteca solo se verrà omaggiato», ha detto pochi giorni fa l'assessore Gavazzi che ieri sera ha rincarato la dose: «Anche se regalato non è detto che la biblioteca lo accetti». Cade nel vuoto anche l'appello di Mina a rispettare il desideri di lettura di tutti i cittadini di Arenzano, permettendo anche a quelli di centrodestra di consultare e informarsi coi mezzi di informazione che preferiscono. «Un segno di attenzione soprattutto per quei ceti che non si possono permettere di comperare il giornale tutti i giorni», sottolinea il consigliere. «Io farei in modo di mettere a disposizione dei nostri cittadini tutti i giornali, sia di orientamento politico sia quelli di partito veri e propri. Di tutti i partiti. In fondo la libertà di informazione è il caposaldo di ogni democrazia», azzarda ancora dalla minoranza Albino Dal Pian. Ultimo appello prima del voto finale. Bocciato a maggioranza.