Arenzano, il sindaco si ribella al «ribaltone» socialista

(...) contro il decreto prefettizio di «sospensione degli organi rappresentativi del Comune di Arenzano». Un tentativo estremo di restare in sella e scongiurare le elezioni anticipate, nella prossima primavera, che potrebbero far saltare gli equilibri politici e interrompere il tradizionale dominio incontrastato della sinistra alla testa dell’amministrazione. Nel perorare la causa del mantenimento dell’attuale ciclo amministrativo - l’annuncio ufficiale verrà dato in una conferenza stampa convocata per oggi pomeriggio, all’Hotel Ena di corso Matteotti -, si schierano con Gambino il vicesindaco Francesco Vernazza e gli assessori Dario Arkel, Cinzia Da Monte e Salvatore Muscatello.
Nel frattempo, i radicali prendono le distanze da Robello, eletto a suo tempo nella lista Sdi-Rosa nel pugno: «Niente a che fare con noi, lui è socialista» tuona una nota del partito. E aggiunge Marco Fallabrini, consigliere provinciale e membro radicale del coordinamento provinciale della Rosa nel Pugno: «In questi ultimi mesi crescono i progetti di cementificazione delle coste liguri. In questo quadro nasce l’ultimo degli scandali edilizi ad Arenzano. L’assessore all’Ambiente, aderente allo Sdi, è nel contempo progettista di opere edilizie contestate e protagonista della caduta del sindaco che si opponeva a ulteriori cementificazioni. I radicali sono da sempre attenti alle questioni ambientali e alla trasparenza della vita politica - conclude Fallabrini, che ieri ha spiegato la posizione in consiglio provinciale e oggi fornirà altri particolari nel corso di un incontro coi giornalisti -. Vogliamo chiarire che gli unici eletti col simbolo della Rosa nel Pugno in Liguria sono quattro consiglieri di Savona votati nel maggio 2006». Sulla vicenda-speculazione edilizia di Arenzano prende posizione infine anche la Lega nord. Ne parla il segretario della sezione locale, Paolo Cenedesi, secondo cui «comunque le dimissioni dei consiglieri sono un fatto interno alla sinistra, una sorta di regolamento dei conti tra Ds, un pezzo di Margherita e Rifondazione da un lato, Sdi, Udeur, un altro pezzo di Margherita e un pezzo da novanta (Bitetti) dei Ds dall’altro. Per assurdo, il sindaco Gambino - sottolinea ancora Cenedesi - è riuscito a durare cinque anni, quando vinse con soli 24 voti di scarto e a cadere invece con una maggioranza schiacciante».