Arese è pronta a chiudere i cancelli: gli operai chiedono aiuto alla Regione

A meno di improbabili ripensamenti o di sorprese dell’ultimo minuto, questa volta l’avventura dell’Alfa Romeo di Arese sembra davvero finita. A partire dal prossimo 12 aprile, infatti, quel che resta dell’azienda del «biscione» sarà trasferito a Torino, decisione che era nell’aria ormai da mesi e che è stata formalizzata ieri mattina, nel corso di un incontro in Assolombarda tra il management e i rappresentanti sindacali. Il provvedimento interessa i 301 lavoratori «superstiti» dell’impianto (143 della divisione Power Train, 158 del Centro progettazione e stile), per i quali il definitivo spostamento a Torino era già stato fissato per inizio anno, poi prorogato dai vertici del Lingotto fino al 4 aprile. In quella data, infatti, si concluderà il periodo di cassa integrazione ordinaria, durata 52 settimane, che metterebbe la parola fine alla questione. Questo almeno nell’ottica torinese. Da parte sindacale, al contrario, si reclama a gran voce il proseguimento della trattativa: «Chiediamo che si faccia una seria discussione con Fiat e con Regione Lombardia riguardante tutti i lavoratori - ha affermato Carlo Pariani di FlmUniti Cub -, per evitare colpi di mano e salvaguardare il futuro del marchio Alfa». Toni più accesi nella nota di Fiom-Cgil: «Fiat è sempre Fiat, ossia la più arrogante delle imprese, e non intende discutere soluzioni alternative al programmato trasferimento a Torino di funzioni e lavoratori. Trasferimento che, per quanto ci riguarda, è licenziamento. Oggi - prosegue la nota - abbiamo ribadito a Fiat che continueremo a batterci contro la dismissione di Arese». I sindacati si rivolgono anche alla Regione Lombardia: «Continueremo anche a chiamare in causa la giunta regionale, visto che il 10 febbraio scorso ha deliberato un accordo di programma che ridisegna l’area di Arese in “chiave immobiliare“». I rappresentanti dei lavoratori, infine, hanno annunciato «mobilitazioni dalla prossima settimana», chiedendo anche un incontro con l’amministratore delegato Fiat Sergio Marchionne. La giornata di ieri non era cominciata sotto i migliori auspici. Un centinaio di lavoratori dell’Alfa infatti erano scesi in strada bloccando gli ingressi dell’azienda per protestare sia contro il trasferimento delle maestranze sia contro il licenziamento di due delegati sindacali da parte di Innova Service, la società che gestisce le portinerie. Il blocco è rientrato in mattinata, quando dalla Prefettura sono giunte rassicurazioni sulla riassunzione dei due delegati.